Sunday, 20 November 2016

Io voto No

Io voto No.

  1. Voto No indipendentemente da Renzi. Anzi, visto quello che propone la riforma, se Renzi riuscisse ad arrivare al 40% dei Sì, dovrebbe considerarlo un suo trionfo personale, non vedo perché mai dovrebbe anche solo pensare alle dimissioni.
  2. Voto No perché sono a favore del bicameralismo perfetto.
  3. Voto No perché sono per il Senato elettivo.
  4. Voto No perché da residente all'estero non voglio perdere i miei rappresentanti al Senato. E se qualcuno mi cita Razzi, a parte che questa legislatura è stato eletto in Abruzzo, ma che argomento è? Se i Lombardi eleggono Formigoni, dobbiamo togliergli il diritto di voto?
  5. Voto No perché non capisco perché il Trentino Alto Adige, che ha 1 milioni di abitanti, dovrebbe avere più senatori della Toscana, che ne ha 4 milioni.
  6. Voto No perché non vedo come il sindaco di Palermo potrebbe mai rappresentare i cittadini di Trapani. Palermo sta scippando l'autorità portuale a Trapani, ed il sindaco di Palermo dovrebbe difendere Trapani? Non parliamo poi del sindaco di Palermo che difendesse Catania a vantaggio di Palermo, fantascienza. Ovviamente, se sei un cittadino delle città che manderanno i sindaci al Senato, probabilmente la riforma ti favorirebbe. Chiaramente tali senatori voterebbero per mandare tutte le risorse, la cui gestione sarà nuovamente ricentralizzata, nelle loro città, e le altre città la spina di pesce. Già si è visto. Renzi è andato a fare i patti con le città metropolitane. Ha promesso 400-500 milioni di Euro a Reggio Calabria, perché è città metropolitana, mentre a Trapani, la cui provincia ha più o meno gli stessi abitanti, non ha promesso nulla, niente patti. Ovviamente, pensa che il sindaco di Reggio potrebbe diventare senatore, mentre quello di Trapani non lo diventerà mai, e si è portato avanti con il lavoro.
  7. Voto No perché senza una seguente legge costituzionale i Siciliani non potrebbero avere Senatori, chiaro sintomo che la riforma è stata scritta da gente impreparata. L'idea stessa che possano avere approvato una legge costituzionale che rende incostituzionali i Senatori siciliani è ripugnante.
  8. Voto No perché non capisco la nuova formulazione dell'articolo 70, che è una dimostrazione perfetta di cosa intendesse quasi 2 mila anni fa Tacitus con "corruptissima re publica plurimae leges".
  9. Voto No perché sono contrario alla riduzione del numero dei Senatori, e dei rappresentanti in genere. Già oggi è quasi impossibile trovare un Parlamentare, non del M5S, che ti risponda, figuriamoci se ce ne sono 200 in meno. Che poi anche quelli del M5S, ti rispondono, ma alcuni, specie quelli che poi fanno il salto della quaglia verso i gruppi dei vecchi partiti, sono dei perfetti idioti. Ma almeno ti rispondono.
  10. Voto No perché sono del tutto contrario alla centralizzazione. Il problema Italiano è la mancata attuazione del federalismo, della decentralizzazione. Hanno dato alle regioni autonomia di spesa senza concedergli autonomia di entrata. I soldi vanno allo stato centrale, che poi li distribuisce alle regioni secondo gli interessi dello stato centrale. Una pazzia. Quest'anno il presidente della Regione Siciliana ha dovuto rinunciare a 5 miliardi di Euro, imposte pagate dai Siciliani, per ottenere qualche centinaio di milioni ora e subito. Costretto dal governo centrale. Non esiste. Ricentralizzando diventerà anche peggio.
  11. Voto No nonostante D'Alema perché non ci credo che non lo sa che fa perdere voti al No. Renzi deve avergli promesso qualcosa. Se D'Alema voleva far vincere il No, avrebbe fatto campagna per il Sì. Ditto per Monti e tanti altri.
  12. Voto No perché mi immagino Salvini Presidente del Consiglio. Salvini vota No contro i suoi stessi interessi. Se passa il Si e poi lui vince le elezioni, si divertirà come un caimano. Ma ve lo immaginate? Con il titolo V riformato, l'allocazione delle riforme la decide lo stato centrale. Con Salvini Presidente del Consiglio finirà il 90% in pianura padana, il 10% fino a Roma, e lo 0% da Roma in giù.
  13. Voto No, perché il paese va riformato, ma non in senso fascista. Va riformato aprendo le istituzioni, non chiudendole. Va riformato aprendo i mercati, non premiando le classi estrattive.
  14. Voto No perché se fossi un lobbista e la casta estrattiva mi pagasse uno stipendio a 6 zeri, voterei Sì anch'io.
  15. Voto No perché ho votato No anche al referendum sulla riforma costituzionale del 2006. Molto simile a questo per argomenti e proposte, in pratica il Presidente del Consiglio dell'epoca, Berlusconi, chiedeva agli Italiani molto più potere. Gli Italiani risposero No. 61 a 39. Affluenza al 52%. Il PD all'epoca era ancora diviso in due (ex comunisti ed ex sinistra democristiani), e fu ovviamente per il No. Per dire tutta la verità, a me la riforma proposta nel 2006 da Berlusconi sembra più democratica di questa. Misteri della fede.
  16. Voto No perché Renzi ha giocato d'azzardo come Berlusconi nel 2006. Perché se avessero spacchettato, avrebbero vinto su gran parte delle misure. Io buona parte della riforma di Berlusconi del 2006 la sottoscriverei subito. Ma allora come oggi, entrambi hanno aggiunto mele avvelenate su mele avvelenate, che impacchettate tutte insieme, con altre misure magari sensate, rendono indigeribile il prodotto finale. Sostanzialmente la loro scommessa è che gli Italiani, per accettare alcuni miglioramenti, cedano potere al potere esecutivo. Con tutta una serie di vantaggi per il potere esecutivo e chi lo finanzia e supporta, a discapito di tutti i cittadini.
  17. Voto No perché se continuano su questa strada antidemocratica, il referendum costituzionale del 2026 sarà probabilmente sulla restaurazione della monarchia assoluta, la trasformazione dei cittadini in servi della gleba, l'ereditarietà delle cariche politiche, et cetera.

Saturday, 19 November 2016

La vera libertà

Sta girando su Facebook questa immagine. Si riferisce ad un fatto vero, storicamente avvenuto. Bisogna aggiungere però molto cose.

Johan de Witt era praticamente il "primo ministro" del M5S dell'epoca, e venne trucidato, insieme al fratello, da una gang di mafiosi, pagati dalla casta.
Johan de Witt era molto in anticipo con i tempi. Forse troppo. Troppo repubblicano, troppo liberale, troppo de-centralista. Il periodo del suo governo fu l'apogeo del periodo aureo olandese. Il motto del governo era "ware vrijheid", la vera libertà.
La casta centralista dell'epoca organizzò un'alleanza tra Francia e Inghilterra, cosa mai vista all'epoca, ed un'altra accozzaglia di staterelli, per invadere l'Olanda a tradimento. Con il popolo terrorizzato mandarono un gruppo di sgherri stile Toto Riina, Provenzano e Bagarella a linciare pubblicamente Johan e suo fratello.
Il linciaggio fu osservato da tantissime persone, ma gli attori furono una sparuta minoranza, malacarne prezzolati che agirono per nome e per conto della casta centralista.
E gli Olandesi persero per sempre la vera libertà.
È uno dei punti centrali della storia olandese, ma anche mondiale, la diretta conseguenza fu il passaggio del centro finanziario mondiale da Amsterdam a Londra.

Friday, 18 November 2016

Brexit: the Portuguese advise

Most of the European embassies and consulates in the UK, following the results of the Brexit referendum, have advised their citizens to wait and hope.



The Portuguese, however, have bucked the trend, and they set up a "Plan to support the Portuguese community on Brexit", whose main advise at the moment is:
"No entanto, recomenda-se que procurem obter o estatuto de cidadãos residentes, caso vivam há mais de 5 anos naquele país. Se ali residirem há menos de 5 anos, poderão solicitar um cartão de residente, que poderá tornar-se permanente quando se completar este período de tempo."
That's it:
"Meanwhile, it is recommended to try to get the certification of the permanent resident status if you have lived [and exercised rights treaties] more than five years in the country. If you have lived here for less than five years, you can ask a registration card, as the first step towards permanent residency when fulfilling the five years requirement"
The Portuguese Consulate also offers assistance,  by appointment, to complete the forms to request the certification of the permanent residency status:

"O Consulado atende presencialmente, por marcação prévia, os utentes que pretenderem apoio no preenchimento dos formulários. As marcações são efetuadas através do e-mail brexit.cglondres@mne.pt e não através da aplicação de agendamento online."

Brexit: la raccomandazione dei Portoghesi

La gran parte delle Ambasciate e dei Consolati dei paesi europei nel Regno Unito, a seguito dei risultati del referendum sul Brexit, ha consigliato ai propri concittadini di aspettare e sperare.



I portoghesi, invece, hanno messo su un "Piano di appoggio alla comunità portoghese per il Brexit", il cui suggerimento principale al momento è:
"No entanto, recomenda-se que procurem obter o estatuto de cidadãos residentes, caso vivam há mais de 5 anos naquele país. Se ali residirem há menos de 5 anos, poderão solicitar um cartão de residente, que poderá tornar-se permanente quando se completar este período de tempo."
Cioè:
"Nel frattempo, si raccomanda di cercare di ottenere la certificazione dello status di cittadini permanentemente residenti, se si è vissuto [ed esercitato i diritti dei trattati] più di cinque anni nel paese. Se si è risieduto per meno di cinque anni, potrete richiedere una carta di registrazione, come primo passo verso la residenza permanente quando avrà raggiunto il requisito dei cinque anni."
Il Consolato portoghese offre anche assistenza su appuntamento per completare i moduli per richiedere la certificazione dello status di cittadini permanentemente residenti:
"O Consulado atende presencialmente, por marcação prévia, os utentes que pretenderem apoio no preenchimento dos formulários. As marcações são efetuadas através do e-mail brexit.cglondres@mne.pt e não através da aplicação de agendamento online."

Thursday, 13 October 2016

Excuse to discriminate Sicilian speakers?

Dear Sir or Madam,

I am a British citizen of Sicilian ancestry.

I have read with great personal happiness the recent news that school districts in England and Wales have started to include the Sicilian language and ethnicity in their enrolment forms.

The happiness was short lived, as after a day or two I read an article stating that "the Foreign Office in London has apologised" and that the forms "will be fixed":

http://www.ansa.it/english/news/general_news/2016/10/12/uk-apologises-for-school-forms-2_e3d72ec3-7346-4e8c-ac3b-cca7d9ad2fe9.html

Absolutely flabbergasted that the FCO would issues such an excuse, supinely accepting an imposition of a friendly but foreign country which will be felt as discriminatory by every speaker of the Sicilian language living in the UK, I have looked on the FCO website for the news item reporting such an action, but I could find none.

Could you please confirm that there was no excuse, and that the FCO will not impose the schools to "fix" the forms?

If indeed the FCO issued such an excuse, could you please refer me to the instructions on how to protest with the FCO for such a decision? Should I raise a FOI to understand how that was taken, and why the view of the Sicilian speakers living in the UK was not sought beforehand?

Kind regards,
Alessandro Riolo

Tuesday, 21 June 2016

Birgi e la Città del Mediterraneo

ISS-36 Night picture of Sicily (vertical view)

In Sicilia ci sono tre poli demografici ed economici: le tre città metropolitane di Catania, Messina e Palermo. 
La comunità che vive e lavora attorno all'aeroporto di Birgi, tutti quelli che abitano da Capo San Vito a Capo Granitola, dovranno nei prossimi anni decidere del proprio futuro. Dato che lo status quo é insostenibile, hanno davanti a se due opzioni: decidere di entrare a pieno titolo nel polo palermitano o provare a creare un quarto polo metropolitano. Il destino di Birgi é legato a questa scelta. 
Dentro il polo palermitano, con Alcamo, Marsala, Mazara o Trapani viste come estreme periferie della metropoli palermitana, un aeroporto civile a Birgi é un lusso. Così come sono lussi una autorità portuale a Trapani, i tribunali a Trapani o Marsala, le questure, prefetture, motorizzazioni, università e tanti altri doppioni che diventano inutili sprechi. Chi é convinto che questa sia l'opzione migliore, più che la fusione della società di gestione di Birgi con quella di Punta Raisi, dovrebbe chiedere la chiusura di Birgi al traffico civile. Come fanno da molti anni molti Palermitani, che vedono in Birgi un immenso freno allo sviluppo di Punta Raisi. Ed al contempo dovrebbe chiedere un miglioramento del trasporto pubblico verso Punta Raisi e Palermo, soprattutto un enorme investimento ferroviario per avvicinare le neo periferie occidentali al centro di gravità della nuova comunità. 
Chi invece é convinto che sia controproducente legare il proprio destino a quello di Palermo, e che sia possibile creare un quarto polo demografico ed economico, magari anche culturale, dovrebbe naturalmente essere del tutto contrario ad ipotesi di fusione tra i due gestori aeroportuali, o di chiusura al traffico civile di Birgi. La necessaria conseguenza é che bisognerà creare una unica area metropolitana con al centro Birgi, una unica città al centro del Mediterraneo, con un unico piano regolatore, un unico sistema di trasporti urbano, una unica gestione dei rifiuti e dell’acqua, e così via.
Una prima azione in questo senso potrebbe essere l’acquisizione di quote del gestore da parte dei comuni che costituiranno un giorno questa unica nuova ipotetica comunità affacciata sul Mar di Sicilia. 
L’aeroporto di Birgi, in questo contesto, andrebbe visto come un’impresa in avviamento, una startup. Sono quasi tre anni che questi comuni stanno già pagando parte degli investimenti di avviamento di questa startup, non sarebbe ora che iniziassero ad ottenerne in cambio quote di proprietà?

Friday, 3 June 2016

Inviato a Beppe Severgnini:

Caro Beppe,
il 16 Novembre 2012 il Ministero degli Affari Esteri annunciò in pompa magna un portale dedicato ai servizi consolari on-line: SECOLI.
Verbatim dall'annuncio:

"I servizi saranno resi progressivamente disponibili sul portale, fino a raggiungere i 70 finora individuati, ripartiti nelle seguenti categorie: anagrafe e voto all’estero, stato civile, attività notarile, documenti e certificati, assistenza ai connazionali, Consolati e Istituzioni, collettività italiane. Una “guida ai servizi consolari” completa il panorama delle utilities. Il portale è destinato a una parallela diffusione geografica, dal momento che sarà rilasciato nei prossimi mesi nel resto d’Europa ed entro la fine del 2013 in tutto il mondo."

Io ad un certo punto provai a registrarmi a SECOLI, ma il sistema mi rispose che il mio consolato, Londra, ancora non offriva servizi online. Negli anni ho provato altre volte a completare la registrazione, il sistema ha i miei dati, compresa la mia email, ma non ho mai ricevuto nulla. Oggi 3 Giugno 2016 ho provato un'altra volta, la procedura di registrazione mi ha chiesto di aggiornare e confermare alcuni miei dati personali, mi ha suggerito che il consolato di Londra è tra i 3 consolati che offrono servizi, e mi ha promesso che mi avrebbe inviato un codice di attivazione via email. Dato che non è arrivato, ho provato inutilmente a chiedere nuovamente l'invio del codice di attivazione. Ho provato ad accedere alla mia scheda anagrafica AIRE, ed il portale mi ha risposto:

"L'accesso al servizio è consentito ai soli utenti con stato autenticato
Nel caso fossi già in possesso del PIN torna alla home page per inserirlo, altrimenti prendi appuntamento presso il tuo Consolato per ottenerne il rilascio."

Nel sito del consolato di Londra non ho trovato alcun riferimento ad appuntamenti per ottenere il rilascio di tale codice PIN.
Qualcuno ne sa di più?

Attivazione MAE Secoli 5.1