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Tuesday, 18 June 2013

Il futuro di Tayyippucc​io

Sandro Brusco mi ha fatto un paio di domande su NoiseFromAmerika, tra cui: Erdoğan resterà in sella saldo o sarà disarcionato?A gentile domanda, ho così risposto:

Gli assassinii politici in Turchia sono abbastanza comuni, ma, rituali o meno che siano, all'interno delle fazioni in cui sono divisi, i Turchi generalmente non ne compiono, specialmente parricidi. La vicenda di Deniz Baykal è emblematica. Il tipo ha presieduto a 18 anni di sconfitte, perdendo 4 elezioni legislative di seguito, la seconda delle quali in malo modo, ed i suoi compagni di partito sono sempre stati incapaci di sbalzarlo dalla sella, anche quando all'ennesima batosta si dimise e per una quindicina di mesi di interregno praticamente si rifiutò di regnare, prima di essere richiamato a furor di popolo sul trono. Oltre che ad una mentalità spiccatamente patriarcale ed ad un diffuso sentimento di rispetto e venerazione per i propri anziani, i Turchi anche sotto questo aspetto come altri sono ben più Romani di noi, questo carattere per me alquanto problematico da integrare con un compiuto processo democratico è determinato da incentivi ben più contemporanei ed ahimè condivisi dai politici italiani: in Turchia votano con le liste bloccate da decenni ormai! Questo detto, a me sorprenderebbe non poco vedere Tayyippuccio disarcionato da un complotto di Tayyippisti, per cui suppongo che se dovessimo aspettare una ipotetica quinta colonna che lo possa rovesciare, il nostro possa dormire beato tra due guanciali. Nell'AKP ci sono tanti personaggi gentiliani, nel senso che pare chiaro ritengano la loro ideologia possa affermarsi naturalmente, in una sorta di processo evolutivo, ma ad occhio e croce quelli che credono alla necessità di bastoni, purghe e olio di ricino, per convinzione, mancanza della stessa o amor de la cadrega, in questo momento tengono in mano il bastone del comando.

Restano ai suoi tanti nemici l'assassinio reputazionale à la Baykal, ma Tayyippuccio tranne il troppo amore per i figli pare non avere vizi personali, e finché l'economia tiene botta troppi elettori gli perdonerebbero anche quelli da saccoccia, oppure l'omicidio vero e proprio, e spero non arrivino a tanto sia ovviamente per mia convinzione morale sia perché ne farebbero un martire per generazioni, oppure l'avvelenamento mascherato da attacco di cuore atto II, oppure la preghiera agli Dei perché lo portino seco nel Regno dei Cieli al più presto, ma con Istanbul che sta diventando velocemente la mecca europea della sanità privata, e con i mormorati interessi personali nel settore della vittima sacrificale, saranno preghiere non semplici da esaudire sul breve.

E le elezioni? Quello che molti non aggiungono, quando si racconta che il reddito pro capite dei Turchi è triplicato sotto l'egida di Tayyippuccio, è che questa moltiplicazione non è stata uniforme. Per molti, negli ultimi 10 anni, il reddito è decuplicato. Sarà molto difficile convincere legioni di elettori a cambiare cavallo, a meno di possenti crisi economiche. L'AKP potrebbe però perdere la maggioranza assoluta, soprattutto se perdesse il voto delle nuove generazioni o delle grandi città, ad esempio il ritardo urbanistico di Istanbul è sconcertante, il traffico è peggio di quello di Palermo e cento volte più complicato da mitigare, l'inferno in terra. Ma pur perdendo la maggioranza assoluta, tra MHP e Curdi, qualcuno con cui fare un governo di coalizione lo potrebbero trovare. Se Tayyippuccio perdesse il referendum sul presidenzialismo, a quel punto sarebbe più probabile ipotizzare un atterraggio morbido à la derrière de Gaulle, ma chi sarà lo Chaban-Delmas della situazione che gli riesca a riscrivere il contratto sociale?

Sul resto, specialmente sull'economia turca, che ti preavviso a me profuma di palloncino, questa sì una speranza non vana per gli Antitayyippisti, cercherò di risponderti in un altro post.

Una nota sul cognome di Tayyippuccio: Erdogan non si può leggere, pare il nomignolo di un animale domestico, se proprio non si può scrivere Erdoğan, molto meglio traslitterare in Erdohan.

[Pubblicato su IstanbulAvrupa il 18 Giugno 2013]
[Risposta ad una domanda di Sandro Brusco su NoiseFromAmerika il 17 Giugno 2013]

Sunday, 16 June 2013

Comment to Khalil Al-Anani's Turkey’s uprising is beyond the Islamists

Comment to Khalil Al-Anani's Turkey’s uprising is beyond the Islamists, published Thursday 13 June 2013 on Arhamonline

Hi Khalil, I wrote an opinion piece a couple of days ago in Italian, totally indipendently from yours, which I just read, but which was reaching very similar conclusions. It is in Italian, this is a link to the article: http://istanbulavrupa.wordpress.com/2013/06/15/tayyippuccio-scelebano-e-parricidi-tayyippisti-di-alessandro-riolo/ I start with a parallel between the 12th year of rule of the Christian Democrats in Italy, 1958, when they lost the control of the streets and sent their police to shot protesting people in the streets. The spark of that revolt was very different, but the causes are much more similar, during a susteined economic growth a great minority of people thought, rightly, that the government was ruling against them, and had lost hope to influence the government through the ballots. The effects in the Italian history were monumental, in the next couple of years after the revolt the christian democrats changed their policies, mitigated their authoritarian attitudes relegating to the fringe their more conservative wing, and presieded over a huge economic leap forward in the '60s. Later I talk about RTE, and compare him with Mrs. Thatcher, and I close the article asking if the AKP will be able to perform what the CHP was never able to do, a political ritual parricide, replacing RTE with someone more amenable a less authoritarian way to rule the country.

Caveat: I do use a few untranslatable word plays, i.e. Mr. Scelba was the Italian christian democrat who in the '50s gave the Italian police its pro-conservative character, so Scelbano is someone who's following or liking its authoritarian policies, a word which I modified in Scelebano to resonate with Talebano, the Italian version of Taliban. Tayyippuccio is the somewhat affectionate diminuitive I do often use when referring to Mr. Erdoğan, and the Tayyippisti are its followers (again, the word in Italian resonates with Teppisti, that's it hooligans or thugs)