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Saturday, 11 August 2018

Lettera aperta: Richiesta di riconsiderare il finanziamento pubblico della continuità territoriale da Trapani e Comiso

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Al signor ministro delle infrastrutture e dei trasporti,

gentile Danilo Toninelli,

ti scrivo questa lettera aperta per chiederti di riconsiderare la decisione di finanziare la continuità territoriale dagli aeroporti di Trapani e Comiso con 40 milioni di Euro, e di considerare di adottare piuttosto la proposta di investire questi 40 milioni di Euro, ed anche i 51 milioni di Euro attualmente spesi per la continuità territoriale in Sardegna, nella rimodulazione delle imposte di imbarco su tutti i piccoli aeroporti del paese.

Premetto una confessione: un paio di settimane fa nello stesso giorno mi hai inondato di speranza e mi hai riempito di altrettanta delusione.

La speranza, che sconfinava nella gioia, è nata dopo che un amico mi ha inoltrato il video in cui con Luigi Di Maio ed altri portavoce del M5S ci annunciavi che avresti disdetto il noleggio dell'Airbus A340-500 usato negli ultimi anni come aereo di stato, e che questo ci avrebbe portato a risparmiare 108 milioni di Euro.

La delusione, che trascendeva nel dolore, è nata dopo che ho iniziato a leggere dichiarazioni di tante persone, che tra l'altro personalmente stimo, sia portavoce del M5S come Giancarlo Cancelleri, Michele Dell’Orco, Valentina Palmeri, Ignazio Corrao, Maurizio Santangelo, sia rappresentanti degli altri partiti, come Sebastiano Musumeci e Marco Falcone, che annunciavano che in un futuro prossimo 40 milioni di Euro dei contribuenti italiani sarebbero stati spesi per la continuità territoriale dagli aeroporti di Trapani e Comiso.

Vero é che non ho letto tue specifiche dichiarazioni su quest'ultima scelta, ma il mio pensiero è corso a te, perché visto il tuo ruolo di Ministro delle Infrastrutture, ho pensato che potesse essere impossibile che tu non fossi stato consultato e non avessi dato il tuo personale avallo a questa decisione.

Non mi aspetto che i politici siano dei tuttologi, ed accetto di buon grado che tutti possiamo sbagliare, e non so chi sia a consigliarvi per quanto riguarda il settore del trasporto aereo civile, ma la continuità territoriale non é quello che serve a Trapani e Comiso, e non è certamente quello che serve a nessun altro delle decine di piccoli aeroporti italiani.

Tranne che per due casi specifici, Lampedusa e Pantelleria, la continuità territoriale andrebbe proibita per tutti gli aeroporti italiani. Ed anche in quei due casi, dovrebbe essere utilizzata soltanto come extrema ratio.

Il problema della mancanza di collegamenti, e del costo elevato di quelli esistenti, è vero ed è innegabile per gli aeroporti delle zone meno sviluppate e più periferiche del paese, ma la continuità territoriale non é la risposta migliore a quel problema.

La soluzione a quel problema può venire soltanto se si incentiva in maniera robusta e sistematica l'incremento del traffico aereo. E l'azione prioritaria per iniziare a materializzare tale incremento può essere soltanto una profonda revisione dell'imposizione fiscale sugli imbarchi nei piccoli aeroporti.
L'Italia é uno dei pochi paesi europei, 5 o 6, che impone delle imposte di imbarco; mi riferisco a due imposte: l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco e l'IVA al 10% sui voli nazionali, in primis quella sulla stessa addizionale (una imposta su una imposta che grida vendetta). Per ogni imbarco, sono €6,50 di imposte sui voli internazionali, e €7.15 di imposte su quelli nazionali.

Togliere le imposte aeroportuali da tutti i piccoli aeroporti italiani avrebbe un impatto, a parità di costo, almeno di un ordine di grandezza maggiore della continuità territoriale. Le mie personali stime variano da 10 a 50 volte maggiore.

Se non é proprio possibile togliere le imposte aeroportuali ai piccoli aeroporti per ragioni di bilancio, si potrebbero rimodulare in maniera intelligente, ad esempio aumentandole leggermente nei grandi aeroporti, dove la domanda é rigida per incrementi di pochi euro nel costo dell'offerta, ed annullandola nei piccoli aeroporti, che vengono uccisi dall'attuale livello impositivo. Ho fatto i conti, e si può fare a gettito invariato.

Non mi aspetto che tu prenda la mia parola come oro colato.

E però, visto il tuo ruolo, perché non provi a parlarne con i vettori?

Prova a invitare l'amministratore delegato di Ryanair, e chiedigli quante nuove rotte potrebbe aprire in cambio della remissione delle imposte di imbarco da e per i piccoli aeroporti italiani.  E prova a confrontare la risposta, con le 6 rotte nazionali in continuità territoriale dalla Sardegna che ci costano 51 milioni di Euro l'anno, o dalle 5 rotte nazionali di cui si parla per Trapani e Comiso che ci costerebbero altri 40 milioni di Euro l'anno.

Chiudo con un'ultima supplica: per evitare gli errori dei governi passati, perché non indire consultazioni pubbliche prima di prendere queste decisioni?

Cordiali saluti,

Saturday, 19 November 2016

La vera libertà

Sta girando su Facebook questa immagine. Si riferisce ad un fatto vero, storicamente avvenuto. Bisogna aggiungere però molto cose.

Johan de Witt era praticamente il "primo ministro" del M5S dell'epoca, e venne trucidato, insieme al fratello, da una gang di mafiosi, pagati dalla casta.
Johan de Witt era molto in anticipo con i tempi. Forse troppo. Troppo repubblicano, troppo liberale, troppo de-centralista. Il periodo del suo governo fu l'apogeo del periodo aureo olandese. Il motto del governo era "ware vrijheid", la vera libertà.
La casta centralista dell'epoca organizzò un'alleanza tra Francia e Inghilterra, cosa mai vista all'epoca, ed un'altra accozzaglia di staterelli, per invadere l'Olanda a tradimento. Con il popolo terrorizzato mandarono un gruppo di sgherri stile Toto Riina, Provenzano e Bagarella a linciare pubblicamente Johan e suo fratello.
Il linciaggio fu osservato da tantissime persone, ma gli attori furono una sparuta minoranza, malacarne prezzolati che agirono per nome e per conto della casta centralista.
E gli Olandesi persero per sempre la vera libertà.
È uno dei punti centrali della storia olandese, ma anche mondiale, la diretta conseguenza fu il passaggio del centro finanziario mondiale da Amsterdam a Londra.

Friday, 30 May 2014

M5S vs PD 2013 - 2014

Gli effetti del Porcellum: nel 2014 il M5S ha preso quasi il 6% di seggi in piú rispetto al 2013, pur avendo perso in percentuale oltre il 4% di voti, mentre il PD, pur guadagnando oltre il 15% in voti, ha perso quasi il 5% in seggi:
M5S vs PD 2013-2014

Monday, 3 February 2014

La politica non è lineare

La politica non è lineare.
La semplificazione lineare, quella che usa per consuetudine chi parla di destra, sinistra, centro, non è per nulla una proiezione biunivoca, ma al più suriettiva, quando viene fatta si perde una quantità enorme di informazione.
In realtà le posizioni politiche di un gruppo qualsiasi di individui hanno sempre una forma simile a quella descritta da grafici come questo:
Dati un insieme di questioni politiche x0, x1, .., xn, due individui qualsiasi raramente saranno d'accordo su tutte ed n le questioni. Per n grande, l'accordo politico tra 2 individui tende necessariamente ad essere inferiore al 100%. Se aumentiamo il numero di individui, ad esempio se lo incrementiamo a 45 milioni di elettori, la probabilità che esista una distribuzione delle opinioni in soltanto 2 o 3 schieramenti è completamente irreale. La vecchia politica rappresentativa novecentesca, forzosamente linearizzata, soddisferà necessariamente il cittadino molto meno di quanto potrebbe fare una politica in cui incrementando il saggio di democrazia diretta aumenterà necessariamente la possibilità per ogni singolo elettore di poter esprimere una posizione più vicina ai propri desiderata.
Io ad esempio, al contrario di tanti, non sono per nulla Euro-scettico, anzi, non vedo assolutamente l'Euro come il principale problema degli Italiani, tutt'altro. Mi par di capire che ad esempio il Sig. Casaleggio su questo specifico punto sia pubblicamente in maggior accordo con me che con tanti simpatizzanti o addirittura attivisti del M5S.
Non mi meraviglierei che simili faglie esistano all'interno di tutti i partiti o i movimenti italiani. A questo punto che devono fare tutte queste persone? Si devono scomparare con me (ed eventualmente il buon Casaleggio) perché su un punto più o meno fondamentale non andiamo d'accordo? No.
Facciamo risolvere ai cittadini con la democrazia diretta. Un bel referendum, vinca o perda l'Euro, ha deciso il popolo sovrano. In Svizzera funziona così, votano 4 volte all'anno, una settimana di voto per ogni referendum, ne fanno oltre 100 ogni 10 anni. Ne fanno meno di quanti ne potrebbero fare, perché i loro rappresentanti sono giustamente terrorizzati dai loro elettori, e cercano in tutte le maniere possibili ed immaginabili di evitare che le loro decisioni possano spingere i cittadini a chiedere un referendum.
Sul breve periodo è più difficile della democrazia rappresentativa, sul lungo periodo gli Svizzeri guadagnano 4 volte i Siciliani, in pratica senza nessuna risorsa naturale.

Parzialmente ispirato da Elections di Ayende Rahien

Friday, 8 March 2013

La abolición de las provincias italianas

Respuesta a un comentario de alimackita a "La Verdad Sobre Beppe Grillo" de Aixi.
Y luego lo de la abolición de las provincias me parece una meada fuera de tarro.
@alimackita: En el contexto italiano la abolición de las provincias no es una meada fuera de tarro.
Las provincias italianas han sido siempre el martillo utilizado por el gobierno central para controlar la población. Todas las oficinas periféricas del Estado central se organizan sobre una base provincial.
El plan ha sido siempre el mismo: el Estado central firmó un pacto de connivencia con las élites locales, ya sea las élites comerciales ya sea las élites culturales, ofreciéndoles puestos y privilegios en la administración provincial, a cambio de que las élites locales se convierten no sólo en los oídos y los ojos, sino también en las armas del Estado central. Si esto le parece un poco a un esquema colonial, no se sorprenda, porque es exactamente lo que es.
El problema es que ya no funciona, no se ha trabajado ya desde por lo menos 20 años. Hoy, un profesor puede fácilmente imaginar tener que pasar los próximos 40 años pidiendo cada mañana en la puerta de la oficina de la escuelas, una oficina provincial, no por un mandato, pero por alguna miga. Las élites culturales locales han sido traicionados, y las élites comerciales han sido desangrado. Segundo algunas versiones, la presión fiscal total sobre las empresas italianas es hoy más allá del 70%!
Los únicos que hasta ahora no han sido tocados por el colapso del viejo orden, son los que lograron obtener por sí mismos un nombramiento político. Hay 3853 funcionarios provincial electos, sólo para el salario costan a los contribuyentes medio billón de Euros al año. Todo lo que se incluye, la abolición de las provincias le ahorraría al contribuyente italiano cerca de 5 billones de Euros, que es la misma cantidad del tan detestado impuesto predial en la primera casa introducido recientemente.
Es de ninguna manera una sorpresa que la abolición de las provincias disfruta de un amplio apoyo popular.

Thursday, 7 March 2013

M5S en España

Una pregunta sobre el M5S. Sabrìa decirme si es necesario militar en el partido para estar en el como participante, como ciudadano que trabaja en M5S? Como funciona internamente a groso modo el M5S? Si que he leido que para formar parte de el no se debe miiltar en otro partido… pero a ver si podria ayudarme en eso. Grazie.
@David: el M5S no es un partido, sino un movimiento, y se organiza de abajo hacia arriba. La célula base del movimiento es el Meetup, hay muchos en todo el mundo, yo mismo he sido miembro de uno en Londres desde 2006, todavía soy seguro que hay muchos en España también.
No es necesario ser un ciudadano italiano por participar en el Meetup, y si se inscribe a un Meetup y sus actividades, no es necesario militar formalmente en el M5S, por ejemplo yo nunca me uní formalmente en el M5S, y también yo participo activamente en otros movimientos con finalidades que se superponen.
Este es el Meetup “nacional” en España:
Su próximo evento será una reunión en línea el 12 de marzo. Probablemente hablarán en italiano, pero si suficientes españoles se unirán al Meetup, se podría comenzar a organizar eventos en castellano o catalán.
Todo el mundo puede crear un Meetup:
Tiene un pequeño coste, que es repartido entre los miembros.
Tienes que poner la etiqueta “Beppe Grillo”, y notificar al staff del blog a través de este formulario: http://www.beppegrillo.it/meetup/members.php
Los organizadores suelen utilizar nombres como “Amici di Beppe Grillo di Trapani”, por lo que en castellano puede intentar “Amigos de Beppe Grillo de Sevilla” o “Movimiento Cinco Estrellas de Pamplona”.
Este es el programa electoral en castellano de el M5S para las recientes elecciones:
Y esto es en catalán:
Por casualidad absoluta, acabo de leer que ya hay algunos españoles que tratan de crear un Meetup. Si está interesado, mira esto: 


Tuesday, 5 March 2013

Più infrastrutture in Sicilia

[In risposta ad un post di Salvatore Modica su NfA, argomento su quale dovesse essere la priorità nelle proposte di un movimento politico per la Sicilia]


Io direi di colmare prima il deficit infrastrutturale. L'altro giorno con una delle mie sorelle ci siamo visti un paio di puntate del Trieste-Trapani di Severgnini, e mia sorella, che si è fatta in treno la Reggio Calabria-Trapani un'infinità di volte, pensava che Trenitalia avesse messo apposta il treno nuovo e pulito e veloce per il giornalista.
Io so che nel frattempo Trenitalia ha messo un discreto numero di Minuetto sia tra Messina e Palermo che tra Palermo e Trapani (ma se il giornalista avesse preso il treno in altri orari, altro che Minuetto!), ma nel frattempo ha drasticamente ridotto le corse, rendendo ad esempio impossibile il pendolarismo via treno tra Trapani e Palermo.
Per fare 2 casi esemplari: all'aeroporto di Punta Raisi c'è la stazione ferroviaria, una delle pochissime del paese, eppure, in tanti anni, non sono mai riuscito a prendere un treno né per Palermo né soprattutto per Trapani, perché i treni sono troppo radi e comunque lenti, e quella volta che sono andato a dare uno sguardo, c'era il capennello di turisti intorno alle macchinette per i biglietti che erano chiaramente fuori servizio.
L'altro esempio sono le ferrovie che passano a due passi sia da Birgi che da Fontanarossa, che ci vuole a fare una deviazione (nel caso di Birgi di 2km, nel caso di Fontanarossa nemmeno quella perché la ferrovia passa proprio accanto, basterebbe un people mover) e costruire una stazione in aeroporto?
L'altro giorno sentivo parlare di Beppe Grillo che parlava di un futuro a 200km/h e non a 300km/h per le ferrovie. Onestamente, se riuscissi a fare un Trapani-Messina o un Trapani-Ragusa a 200km/h, ci metterei la firma in 2 microsecondi.
Dal mio punto di vista, almeno in Sicilia si è investito poco e male in infrastrutture, e varrebbe la pena investire molto di più.

Saturday, 2 March 2013

M5S: a pro market electoral platform?

This is the actual economic program proposed by the M5S to the Italian voters:

  • Introduction of the class action
  • Prohibition of pyramidal ownership on the Stock Exchange
  • Prohibition of holding multiple directorship on the boards of listed companies
  • Introduction of structures for the real representation of small shareholders in listed companies
  • Abolition of the the Biagi Law (which is causing the duality issue on the job market)
  • Do not dismantle the food and manufacturing industries operating prevalently in the internal market
  • Prohibit cross equity between the banking system and the industrial system
  • Introduce the responsibility of financial institutions on the products they sell, on which they should be forced to share the losses
  • Do not allow directors to hold any other position in the same company if this is guilty of serious crimes
  • Do not allow the purchase of a listed company using debt (eg Telecom Italy)
  • The introduction of a cap on the salaries of the management of the companies listed on the Stock Exchange and companies where the State hold relevant equity
  • Abolition of stock options
  • Abolition of monopolies, particularly Telecom Italy, Highways, ENI, ENEL, Mediaset, State Railways
  • Aligning the rates of energy, connectivity, telephone, electricity, transport to other European countries
  • Reduction of public debt with strong cost-cutting measures of the state by cutting waste and with the introduction of new technologies to enable the citizen access to information and services without the need for intermediaries
  • Do not permit the appointment of persons convicted definitively ... as directors in companies where the State as a shareholder, or if these are quoted on the Stock Exchange
  • Encourage local production
  • Supporting non-profit company
  • Unemployment benefit guaranteed (Italy doesn't have non contributory job seeker allowances)
  • Disincentives to companies that generate social damage (e.g. distributors of bottled water).

Friday, 1 March 2013

It's the only game in town


[Scritto in risposta ad un commento di TizioC su NfA]
Se il risultato della "democrazia diretta" condotta attraverso la rete sono le proposte del programma M5S, allora mi sembra evidente che la "democrazia diretta della rete" ha FALLITO.
Alla stragrande maggioranza degli elettori del M5S, del programma del M5S gliene può fregare di meno. Quando dopo le elezioni di Ottobre 2012 ho parlato con svariati amici, familiari e conoscenti siciliani che per la prima volta in vita loro non avevano votato in maniera tribale o clientelare, la risposta che mi davano era sempre la stessa: avevano votato per il M5S per sentirsi liberi. Liberi. E questi elettori lo hanno raccontato agli altri, che non avevano provato ancora l'ebrezza di sentirsi liberi. E a Febbraio, il doppio o il triplo di queste persone hanno voluto provarci pure loro. Sono andati alle urne, e hanno liberamente deciso di votare liberamente, per la prima volta nella loro vita. Perché votare M5S li fa sentire liberi, e votare PdL, PD, RC, IdV, PCI, PDS, PdS, DC, UDC, CCD, UDEUR, e così via, no? Perché quando voti M5S non stai votando una casta che filtra e costringe il tuo accesso al governo, al potere, alle decisioni, ma voti per mettere nei vecchi centri di potere i tuoi controllori, con cui puoi parlare quando e come vuoi tu, più volte al giorno. Fai la prova. Vedi chi è il portavoce dei cittadini eletto nelle liste del M5S nella tua zona. Trovalo su Facebook, aggiungilo tra i tuoi amici, scrivigli messaggi. Se lo vuoi incontrare, iscriviti ai meetup, e partecipa agli eventi. Ovviamente, il programma del M5S può non piacere. Il M5S ha in nuce tanti punti negativi, ad esempio ha diversi singoli punti di vulnerabilità, e se scrivi su NfA ed hai sostenuto Fare per Fermare il Declino, probabilmente tu non ritieni che quello che il M5S offre sia effettivamente quello che il M5S può effettivamente realizzare. Puoi anche benissimo avere dei dubbi sulla capacità del M5S di mantenere le promesse di libertà, responsabilizzazione dei cittadini, effettiva compartecipazione al governo, al potere, al processo decisionale. Ma il M5S è l'unico ad offrire queste mercanzie. Tu non credi che queste mercanzie siano buone? Pensi che il contenuto non rispecchi l'etichetta? Può essere, ma in quasi 9 milioni di persone ti hanno già risposto, con le immortali parole di Canada Bill Jones: "it's the only game in town"! Fino ad oggi. Se vuoi offrire un altro gioco, e vuoi essere sicuro che non sia truccato, devi mettere su un movimento che offra almeno tanto quanto offre il M5S: la possibilità, per quanto improbabile, di poter percepire di poter riuscire a influenzare il presente ed il futuro, e di riuscire a sentirsi liberi nel segreto dell'urna.

P.S.: non dico che i cloni del M5S stiano spuntando come i funghi, ma non è una remota possibilità che stia iniziando ad accadere, vedi ad esempio Democracy2015 nel Regno Unito:

Il caso Trapani e la Sicilia ad un passo dal 61-0


Per dare un'esempio della possibile virulenza elettorale del M5S, un esempio pratico: il Trapanese.
Il M5S a Trapani è passato da 4.993 voti nell'Ottobre del 2012 a 13.307 voti alla Camera nel Febbraio del 2013. Ad Ottobre c'erano 3 candidati locali che tiravano la volata, a Febbraio non ce n'era nessuno (la prima trapanese in lista era al diciottesimo posto).
Stesso discorso ad Alcamo, dove è passato da 6.541 voti a 12.358 voti, non ostante non ci fosse nessun candidato Alcamese in lista alla Camera.
A Mazara si è passati da 4.074 a 10.165 voti, anche qui, nessun candidato Mazarese in lista alla Camera.
A Marsala si è passati da 4.684 a 15.243 voti, anche qui, nessun candidato Marsalese in lista alla Camera.
Se consideriamo tutto il Trapanese, il M5S è passato da 32.456 voti il 28 Ottobre 2012, tirati da 7 candidati locali, che insieme avevano raccolto 17.681 preferenze (quindi registrando un traino effettivo sul risultato finale), a 87.531 voti alla Camera (40,18%, credo sia la percentuale più alta a livello provinciale in tutto il paese).
Jeri sera con un amico allargavamo il discorso a tutta la Sicilia, ed analizzando i dati, a livello di singoli partiti il M5S con l'uninominale non avrebbe forse vinto 61-0, ma ci sarebbe andato molto vicino. Anche usando le coalizioni, avrebbe praticamente vinto tutti i collegi della costa sul Canale di Sicilia da Capo San Vito a Capo Passero, e tanti altri collegi nel resto della Sicilia.

In risposta a Andare avanti per Fermare il Declino: Modello M5S

[risposta a Andare avanti per Fermare il Declino di Michele Boldrin]
Per avere una sola possibilità di successo, bisogna prendere a modello il M5S, e se possibile innovare anche più di quanto hanno dimostrato di saper fare Grillo, Casaleggio & co..
E questo vale per tutti gli altri partiti politici del pianeta, se vogliono sopravvivere. La politica rappresentativa come la conoscevamo nel XX secolo è destinata a scomparire.
Il futuro sono la Svizzera, la California, Atene del periodo classico, e chi prima lo capisce e lo riesce ad implementare in una proposta convincente, avrà maggiori probabilità di influenzare il futuro, non della Repubblica Italiana, ma di qualsiasi società.
Il progresso tecnologico ci da gli strumenti per realizzare appieno la crazia di democrazia, di uniformare cioè la distanza di ogni cittadino dal potere come se fossimo tutti seduti sul bordo di un vaso.
Le reliquie del medioevo come le strutture gerarchiche, l'uomo solo al comando, sia esso il primo ministro che il segretario di un partito, gli n-mila livelli attraverso cui la sovranità popolare era costretta e filtrata, possono oggi scomparire. Puff!
La rivolta contro la casta sarebbe arrivata in ogni caso. Arriva prima nel Bel Paese perché ci siamo beccati 20 anni di austerità, ma arriverà ovunque, solo un sordo o un cieco potrebbe negare di sentire o di vedere gli indizi tutto attorno a sé non solo in paesi come la Spagna, ma anche in paesi come il Regno Unito, dove la casta politica dominante sta letteralmente comprandosi la propria sopravvivenza giorno dopo giorno emettendo montagne di debito che ricadrà sulle generazioni future.
Tra le tanti possibili risposte, l'eliminazione di tutte le caste tramite la responsabilizzazione del cittadino, la democrazia diretta, l'effettiva implementazione della democrazia, il localismo, il federalismo, la decentralizzazione  l'accorciamento delle filiere di retroazione, direi in pratica il loro azzeramento, sono di gran lunga le migliori possibili risposte.
Non è pensabile di mettere su un partito politico che abbia lo scopo di sfruttare la dabbenaggine di chi ci mette le idee e la dabbenaggine di chi ci crede per comprarsi l'accesso ad una nuova casta, perché quando ci sono alternative disponibili e credibili che fanno a meno delle caste, il cittadino votante prima o poi si convincerà a votarle, perché sono di gran lunga migliori, da tutti i punti di vista immaginabili.
C'è tutta la storia umana a dimostrare che il governo dei migliori, o presunti tali, è necessariamente destinato ad un fallimento. Può andare bene per 5 anni, per 10 anni, per 1 generazioni, per 10 generazioni, per 1000 anni, ma re, imperatori, caste, oligopoli, rappresentano tutti punti di vulnerabilità che prima o poi portano sempre e comunque a declino e scomparsa. Per chi non mi crede sulla parola, basta un ripasso di storia della Serenissima.
Grillo e Casaleggio dicono uno vale uno. Bisogna partire da là. Non perché lo dicono loro, ma perché il progresso tecnologico lo rende potenzialmente possibile, e quindi diventa necessariamente possibile.
Grillo e Casaleggio ci sono stati 8 anni ad arrivare da 2 voti a 9 milioni di voti. Se qualcuno fondasse un movimento simile nel Regno Unito o in Spagna, ed applicasse con la stessa bravura e capacità le loro tecniche, altro che 7 anni, ci starebbe massimo 3 anni ad arrivare a 10 milioni di voti.
Quando Grillo dice a tutti che i vecchi partiti sono morti, gli fa un favore. Perché è vero, sono morti, è morta la democrazia rappresentativa, che non è democrazia, o comunque non può esprimere totalmente una democrazia. Gli fa un favore, perché dicendogli la verità, li sprona ad adattarsi, come infatti ha cercato di fare il PD, con tutti i tentennamenti che sono anche comprensibili.
Metto le mani avanti, e confesso che io non avevo proprio idea di come fosse stato organizzato Fare per Fermare il Declino. Leggevo NfA, avevo letto il manifesto, ero andato ad una cena a Londra (e confesso di aver espresso a Carlo Stagnaro in quell'occasione i miei dubbi sull'opportunità di presentarsi a queste elezioni mettendo su tutto di fretta e furia), avevo capito ci fossero dei comitati locali, ma non credevo fosse stato organizzato come un classico partito organizzato, con addirittura una direzione nazionale.
L'altro giorno ho sentito 5 minuti della diretta della direzione nazionale, mi sono messo le mani tra i capelli, e sono fuggito inorridito. Tra l'altro, non erano nemmeno 5 minuti caldi, ma coinvolgevano un paio delle persone che poi hanno votato contro la mozione Boldrin. Quel tipo di partito è nato morto. Non andrà mai da nessuna parte, una volta che al consumatore viene offerto di meglio.
La sfida è offrire qualcosa di meglio di quello che offre il M5S, ma nella maniera in cui lo offre il M5S.
[commento originariamente scritto su NfA]

Tuesday, 26 February 2013

Fare per Fermare il Declino: cosa manca per diventare alternativi al M5S?

Quando ho letto della nascita del movimento che poi sarebbe diventato Fare per Fermare il Declino (FpFiD), ho pensato che potesse essere un evento molto positivo, soprattutto se i promotori avessero cercato di adottare alcune delle proposte che al momento offre soltanto il M5S.

Questi sono i cinque principali suggerimenti a chi dirige FpFiD:

  1. "Fermare il Declino" è un nome che ha un contenuto informativo importante, ma è semanticamente limitante. A me piacerebbe poter sostenere un movimento che abbia come scopo qualcosa di più di fermare un declino. "Fare" va già meglio, anche se non mi convince del tutto. Bisogna trovare un nome propagandabile, e crearci attorno tutta un ecosistema (i.e., quello che si è fatto in nuce chiamando "Fattivi" i supporter di "Fare").
  2. "Democrazia Diretta": su uno specifico punto Grillo e Casaleggio hanno ragione senza se e senza ma: la responsabilizzazione del cittadino e la democrazia diretta. Credo che questo sia un nodo molto importante da sciogliere. A molti potenziali elettori, FpFiD non è piaciuto perché hanno pensato a priori che potesse essere un altro partito di gente con la puzza sotto il naso che si volesse trasformare in casta sfruttando la loro dabbenaggine. Una volta che c'è un movimento, nel caso in questione il M5S, che offre al cittadino qualcosa in più, l'abolizione della casta, la maggior parte di chi non vuole essere governato da una casta voterà per questi.
  3. "Bisogna offrire di più". Faccio un esempio: quello che ho capito io leggendo il manifesto, è che implementarlo avrebbe potuto genere 5 milioni di posti di lavoro. Perché 5 milioni di posti di lavoro? Perché mi sono detto che implementando quel manifesto, si sarebbe aumentata la partecipazione al mondo del lavoro, e si sarebbe nel contempo favorita l'emersione del lavoro nero. Misure come la completa defiscalizzazione dei redditi sotto gli 800 euro mensili e la sostituzione della cassa integrazione con dei sussidi di disoccupazione avrebbero reso più simile il paese al Regno Unito, per cui ho mentalmente ipotizzato un 10-15% in più di lavoratori tra la popolazione attiva, e spannometricamente sono arrivato a 5 milioni di posti di lavoro. Al che mi sono chiesto: ma non era meglio mettere nel manifesto "Creeremo 5 milioni di posti di lavoro"?
  4. "Bisogna creare un registro dei rischi". Il caso Giannino credo sia abbastanza esemplificativo del perché ci sia bisogno di dotarsi di simili strumenti.
  5. "Ridurre i singoli punti di vulnerabilità". Sempre il caso Giannino, dovrebbe chiarire il perché bisogna fare in modo che non ci siano singoli punti di vulnerabilità. Riuscire a creare un movimento più robusto e affidabile, senza singoli punti di vulnerabilità, sarebbe ad esempio un grosso vantaggio competitivo nei confronti del M5S attuale.