I have already voted by post. I voted No.
A victory of the Sì would take a lot of rights from the citizens, to give more power to the central government.
Extractive and monopolistic interests are all for the Sì, as they were for the Leave in the Brexit vote.
The same age cohorts of people who voted for Leave and Trump will vote for the Sì.
The Brexit-like "vote for the sake of change" was the Sì. The No is the Remainer like option.
I strongly believe that development follows the increase in inclusiveness of the institutions, and the decrease of the sway of the extractive interests. I cannot care less about Mr Renzi's future life plans, I read the reform and I made my mind through the lens of institutional inclusiveness and market openness. And I decided to vote No.
I do understand why a lobbyist, or their owners, would disagree with me, but I cannot fathom how a common citizen could decide otherwise.
All Italians, home or abroad, will loose the right to elect their senators. Italians in Italy will have senators representing them, but they will not be elected, but named, co-opted. By politicians.
As a resident overseas the reform will take away my right to be represented in the Senate. One of the competences left to the Senate will be the relationship with the EU.
Merely the proposal to take away the power of electing the senators from the citizens should be enough to sink the reform. It is fascism, of the worst kind, how a party called "democratic" could conjure up a system where senators are not elected by citizens, but chosen by politicians?
The key to prosperity are not powerful stable executives, but open and inclusive institutions. A few days back Mrs Boschi quoted Acemoglu on that point during a debate here in London. So she knows it as well, but it didn't stop her to draft a constitutional proposal to make institutions more exclusive and to keep at distance the citizenship. Says it all, really.
Currently, the electoral weight of each region is more or less similar. After the reform, 1 millions of people in Trentino Alto Adige will have 6 senators, 4 millions of people in Tuscany will have 5. There is worst. Without a further constitutional reform Sicily will not have senators anymore, apart from 1 mayor. 5 million people represented by 1 senator. Say the mayor of Palermo is elected as senator. Palermo is currently trying to steal the port authority from Trapani. Trapani has been defended by 3 senators. Will the mayor of Palermo defend Trapani against the interests of Palermo? Science fiction.
Already now, finding a senator who spend some time to listen to you is challenging. What will happen when they will be reduced from 320 to 100 and will not be elected by the people? In the case of a win of the Si, and then Salvini winning the next election with 26% of the votes and getting 54% of the seats, and then ruling Italy for 5 years. Salvini will take the blood away from southern Italians, to disintegrate the country. Why would we wish to risk that?
I disagree the current constitution is bad. It needs some improvement, but in other directions. The Italian republic when they were changing a PM every year or so was a hydra with 100 heads. It possibly recorded the highest economical growth per capita by then in the history of mankind from 1950 to 1964. What went wrong after 1970 was that as the major alternative was the Communist Party, the parties in power started to justify purchasing the votes of people with privileges that would have been paid from future generations. And they bought out a generation of voters. I know cases of people who retired at 29. The party ended in 1992, thanks to George Soros, to who young generations of Italians should raise statues in every corner of the country, and taxpayers were left with a huge bill to pay. Meanwhile fertility rate had plummeted, and as a consequence at some point around 2000 the internal market collapsed, and never recovered. The Italian problem in 2016 is essentially demographics, too many over 45, to few under 45. The system is unsustainable, no matter what. The short term practical solution is to incentive immigration, and that was done quite successfully from 1992 to circa 2000, delaying the inevitable collapse. Successive anti immigrant governments have murdered the only serious hope of recovery of the country.
On the funny side, I voted No in 2006, but I recognise that Berlusconi's proposal was much better, and more democratic. I voted No, regretting it because I liked some of the proposals, but Berlusconi had hidden too many poisoned apples. The Renzi-Boschi's 2016 proposal is just poisoned apples. The government proposal is regressive and antidemocratic, it is taking away rights from citizens, and power from peripheries, to concentrate power in Rome, in the hands of a powerful executive.
Showing posts with label referendum. Show all posts
Showing posts with label referendum. Show all posts
Friday, 25 November 2016
Why I voted No
Labels:
en-GB,
referendum,
referendum costituzionale 2016
Sunday, 20 November 2016
Io voto No
Io voto No.
- Voto No indipendentemente da Renzi. Anzi, visto quello che propone la riforma, se Renzi riuscisse ad arrivare al 40% dei Sì, dovrebbe considerarlo un suo trionfo personale, non vedo perché mai dovrebbe anche solo pensare alle dimissioni.
- Voto No perché sono a favore del bicameralismo perfetto.
- Voto No perché sono per il Senato elettivo.
- Voto No perché da residente all'estero non voglio perdere i miei rappresentanti al Senato. E se qualcuno mi cita Razzi, a parte che questa legislatura è stato eletto in Abruzzo, ma che argomento è? Se i Lombardi eleggono Formigoni, dobbiamo togliergli il diritto di voto?
- Voto No perché non capisco perché il Trentino Alto Adige, che ha 1 milioni di abitanti, dovrebbe avere più senatori della Toscana, che ne ha 4 milioni.
- Voto No perché non vedo come il sindaco di Palermo potrebbe mai rappresentare i cittadini di Trapani. Palermo sta scippando l'autorità portuale a Trapani, ed il sindaco di Palermo dovrebbe difendere Trapani? Non parliamo poi del sindaco di Palermo che difendesse Catania a vantaggio di Palermo, fantascienza. Ovviamente, se sei un cittadino delle città che manderanno i sindaci al Senato, probabilmente la riforma ti favorirebbe. Chiaramente tali senatori voterebbero per mandare tutte le risorse, la cui gestione sarà nuovamente ricentralizzata, nelle loro città, e le altre città la spina di pesce. Già si è visto. Renzi è andato a fare i patti con le città metropolitane. Ha promesso 400-500 milioni di Euro a Reggio Calabria, perché è città metropolitana, mentre a Trapani, la cui provincia ha più o meno gli stessi abitanti, non ha promesso nulla, niente patti. Ovviamente, pensa che il sindaco di Reggio potrebbe diventare senatore, mentre quello di Trapani non lo diventerà mai, e si è portato avanti con il lavoro.
- Voto No perché senza una seguente legge costituzionale i Siciliani non potrebbero avere Senatori, chiaro sintomo che la riforma è stata scritta da gente impreparata. L'idea stessa che possano avere approvato una legge costituzionale che rende incostituzionali i Senatori siciliani è ripugnante.
- Voto No perché non capisco la nuova formulazione dell'articolo 70, che è una dimostrazione perfetta di cosa intendesse quasi 2 mila anni fa Tacitus con "corruptissima re publica plurimae leges".
- Voto No perché sono contrario alla riduzione del numero dei Senatori, e dei rappresentanti in genere. Già oggi è quasi impossibile trovare un Parlamentare, non del M5S, che ti risponda, figuriamoci se ce ne sono 200 in meno. Che poi anche quelli del M5S, ti rispondono, ma alcuni, specie quelli che poi fanno il salto della quaglia verso i gruppi dei vecchi partiti, sono dei perfetti idioti. Ma almeno ti rispondono.
- Voto No perché sono del tutto contrario alla centralizzazione. Il problema Italiano è la mancata attuazione del federalismo, della decentralizzazione. Hanno dato alle regioni autonomia di spesa senza concedergli autonomia di entrata. I soldi vanno allo stato centrale, che poi li distribuisce alle regioni secondo gli interessi dello stato centrale. Una pazzia. Quest'anno il presidente della Regione Siciliana ha dovuto rinunciare a 5 miliardi di Euro, imposte pagate dai Siciliani, per ottenere qualche centinaio di milioni ora e subito. Costretto dal governo centrale. Non esiste. Ricentralizzando diventerà anche peggio.
- Voto No nonostante D'Alema perché non ci credo che non lo sa che fa perdere voti al No. Renzi deve avergli promesso qualcosa. Se D'Alema voleva far vincere il No, avrebbe fatto campagna per il Sì. Ditto per Monti e tanti altri.
- Voto No perché mi immagino Salvini Presidente del Consiglio. Salvini vota No contro i suoi stessi interessi. Se passa il Si e poi lui vince le elezioni, si divertirà come un caimano. Ma ve lo immaginate? Con il titolo V riformato, l'allocazione delle riforme la decide lo stato centrale. Con Salvini Presidente del Consiglio finirà il 90% in pianura padana, il 10% fino a Roma, e lo 0% da Roma in giù.
- Voto No, perché il paese va riformato, ma non in senso fascista. Va riformato aprendo le istituzioni, non chiudendole. Va riformato aprendo i mercati, non premiando le classi estrattive.
- Voto No perché se fossi un lobbista e la casta estrattiva mi pagasse uno stipendio a 6 zeri, voterei Sì anch'io.
- Voto No perché ho votato No anche al referendum sulla riforma costituzionale del 2006. Molto simile a questo per argomenti e proposte, in pratica il Presidente del Consiglio dell'epoca, Berlusconi, chiedeva agli Italiani molto più potere. Gli Italiani risposero No. 61 a 39. Affluenza al 52%. Il PD all'epoca era ancora diviso in due (ex comunisti ed ex sinistra democristiani), e fu ovviamente per il No. Per dire tutta la verità, a me la riforma proposta nel 2006 da Berlusconi sembra più democratica di questa. Misteri della fede.
- Voto No perché Renzi ha giocato d'azzardo come Berlusconi nel 2006. Perché se avessero spacchettato, avrebbero vinto su gran parte delle misure. Io buona parte della riforma di Berlusconi del 2006 la sottoscriverei subito. Ma allora come oggi, entrambi hanno aggiunto mele avvelenate su mele avvelenate, che impacchettate tutte insieme, con altre misure magari sensate, rendono indigeribile il prodotto finale. Sostanzialmente la loro scommessa è che gli Italiani, per accettare alcuni miglioramenti, cedano potere al potere esecutivo. Con tutta una serie di vantaggi per il potere esecutivo e chi lo finanzia e supporta, a discapito di tutti i cittadini.
- Voto No perché se continuano su questa strada antidemocratica, il referendum costituzionale del 2026 sarà probabilmente sulla restaurazione della monarchia assoluta, la trasformazione dei cittadini in servi della gleba, l'ereditarietà delle cariche politiche, et cetera.
Labels:
it-IT,
No,
referendum,
referendum costituzionale 2016
Thursday, 2 July 2015
Referendum of the 5th July 2015
Should the draft agreement submitted in the Eurogroup meeting of the 25 June 2015 by the European Commission, the European Central Bank and the International Monetary Fund, and which consists of two documents composing their single proposal, be accepted?
The first document is entitled "Reforms for the completion of the Current Program and beyond" and the second "Preliminary Debt Sustainability Analysis".
Those citizens of the country rejecting the proposal of the three institutions vote:
Not approved / NO.
Those citizens of the country agreeing with the proposal of the three institutions vote:
Approved / YES
Referendum del 5 Luglio 2015
Sei d'accordo che debba essere accettata la bozza di accordo presentata dalla Commissione europea, la Banca centrale europea ed il Fondo Monetario Internazionale nel corso della riunione dell'Eurogruppo del 25 Giugno 2015, e che si compone di due documenti che costituiscono la loro unica proposta?
Il primo documento è intitolato "Le riforme per il completamento del programma in corso e di quelli successivi" ed il secondo "Analisi Preliminare della Sostenibilità del Debito".
I cittadini del paese che respingono la proposta delle tre istituzioni votino:
Non approvato / NO.
I cittadini del paese che accettano la proposta delle tre istituzioni votino:
Approvato / SÌ
Δημοψήφισμα της 5ης Ιουλίου 2015
Πρέπει να γίνει αποδεκτό το σχέδιο συμφωνίας το οποίο κατέθεσαν η Ευρωπαϊκή Επιτροπή, η Ευρωπαϊκή Κεντρική Τράπεζα και το Διεθνές Νομισματικό Ταμείο στο Eurogroup της 25/06/2015 και αποτελείται από δύο μέρη τα οποία συγκροτούν την ενιαία πρότασή τους:
Το πρώτο έγγραφο τιτλοφορείται "Reforms for the completion of the Current Program and beyond" (Μεταρρυθμίσεις για την ολοκλήρωση του τρέχοντος προγράμματος και πέραν αυτού) και το δεύτερο "Preliminary Debt Sustainability Analysis" (προκαταρκτική ανάλυση βιωσιμότητας χρέους).
Οσοι από τους πολίτες της χώρας απορρίπτουν την πρόταση των τριών θεσμών ψηφίζουν:
Δεν εγκρίνεται/ΟΧΙ.
Δεν εγκρίνεται/ΟΧΙ.
Οσοι από τους πολίτες της χώρας συμφωνούν με την πρόταση των τριών θεσμών ψηφίζουν:
Εγκρίνεται/ΝΑΙ
Εγκρίνεται/ΝΑΙ
Tuesday, 4 February 2014
Referendum in Svizzera: media annuale
Questo grafico rappresenta l'andamento della media annuale dei referenda a cui sono stati chiamati a votare i cittadini svizzeri negli ultimi 165 anni:
Labels:
Democrazia diretta,
it-IT,
referendum,
Svizzera
Referendum in Svizzera: media quinquennale
Questo grafico rappresenta l'andamento della media quinquennale dei referenda a cui sono stati chiamati a votare i cittadini svizzeri negli ultimi 165 anni:
Come si vede recentemente si é toccata una punta di 70 referenda nel quinquennio 2000-2004.
Come si vede recentemente si é toccata una punta di 70 referenda nel quinquennio 2000-2004.
Labels:
Democrazia diretta,
it-IT,
referendum,
Svizzera
Monday, 3 February 2014
La politica non è lineare
La politica non è lineare.
La semplificazione lineare, quella che usa per consuetudine chi parla di destra, sinistra, centro, non è per nulla una proiezione biunivoca, ma al più suriettiva, quando viene fatta si perde una quantità enorme di informazione.
In realtà le posizioni politiche di un gruppo qualsiasi di individui hanno sempre una forma simile a quella descritta da grafici come questo:
In realtà le posizioni politiche di un gruppo qualsiasi di individui hanno sempre una forma simile a quella descritta da grafici come questo:
tratta da Elections di Ayende Rahien
Dati un insieme di questioni politiche x0, x1, .., xn, due individui qualsiasi raramente saranno d'accordo su tutte ed n le questioni. Per n grande, l'accordo politico tra 2 individui tende necessariamente ad essere inferiore al 100%. Se aumentiamo il numero di individui, ad esempio se lo incrementiamo a 45 milioni di elettori, la probabilità che esista una distribuzione delle opinioni in soltanto 2 o 3 schieramenti è completamente irreale. La vecchia politica rappresentativa novecentesca, forzosamente linearizzata, soddisferà necessariamente il cittadino molto meno di quanto potrebbe fare una politica in cui incrementando il saggio di democrazia diretta aumenterà necessariamente la possibilità per ogni singolo elettore di poter esprimere una posizione più vicina ai propri desiderata.
Io ad esempio, al contrario di tanti, non sono per nulla Euro-scettico, anzi, non vedo assolutamente l'Euro come il principale problema degli Italiani, tutt'altro. Mi par di capire che ad esempio il Sig. Casaleggio su questo specifico punto sia pubblicamente in maggior accordo con me che con tanti simpatizzanti o addirittura attivisti del M5S.
Non mi meraviglierei che simili faglie esistano all'interno di tutti i partiti o i movimenti italiani. A questo punto che devono fare tutte queste persone? Si devono scomparare con me (ed eventualmente il buon Casaleggio) perché su un punto più o meno fondamentale non andiamo d'accordo? No.
Facciamo risolvere ai cittadini con la democrazia diretta. Un bel referendum, vinca o perda l'Euro, ha deciso il popolo sovrano. In Svizzera funziona così, votano 4 volte all'anno, una settimana di voto per ogni referendum, ne fanno oltre 100 ogni 10 anni. Ne fanno meno di quanti ne potrebbero fare, perché i loro rappresentanti sono giustamente terrorizzati dai loro elettori, e cercano in tutte le maniere possibili ed immaginabili di evitare che le loro decisioni possano spingere i cittadini a chiedere un referendum.
Sul breve periodo è più difficile della democrazia rappresentativa, sul lungo periodo gli Svizzeri guadagnano 4 volte i Siciliani, in pratica senza nessuna risorsa naturale.
Parzialmente ispirato da Elections di Ayende Rahien
Io ad esempio, al contrario di tanti, non sono per nulla Euro-scettico, anzi, non vedo assolutamente l'Euro come il principale problema degli Italiani, tutt'altro. Mi par di capire che ad esempio il Sig. Casaleggio su questo specifico punto sia pubblicamente in maggior accordo con me che con tanti simpatizzanti o addirittura attivisti del M5S.
Non mi meraviglierei che simili faglie esistano all'interno di tutti i partiti o i movimenti italiani. A questo punto che devono fare tutte queste persone? Si devono scomparare con me (ed eventualmente il buon Casaleggio) perché su un punto più o meno fondamentale non andiamo d'accordo? No.
Facciamo risolvere ai cittadini con la democrazia diretta. Un bel referendum, vinca o perda l'Euro, ha deciso il popolo sovrano. In Svizzera funziona così, votano 4 volte all'anno, una settimana di voto per ogni referendum, ne fanno oltre 100 ogni 10 anni. Ne fanno meno di quanti ne potrebbero fare, perché i loro rappresentanti sono giustamente terrorizzati dai loro elettori, e cercano in tutte le maniere possibili ed immaginabili di evitare che le loro decisioni possano spingere i cittadini a chiedere un referendum.
Sul breve periodo è più difficile della democrazia rappresentativa, sul lungo periodo gli Svizzeri guadagnano 4 volte i Siciliani, in pratica senza nessuna risorsa naturale.
Parzialmente ispirato da Elections di Ayende Rahien
Labels:
Ayende Rahien,
Democrazia diretta,
Gianroberto Casaleggio,
it-IT,
M5S,
referendum,
Svizzera
Subscribe to:
Posts (Atom)


