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Friday, 24 July 2015

Un commento alla nota di Antonella Milazzo del PD sull'aeroporto di Trapani Birgi


Dato che ritengo che il PD abbia preso la decisione politica di togliere il finanziamento regionale per il mantenimento della base Ryanair presso l'aeroporto di Trapani Birgi, potete immaginare come io sia rimasto letteralmente sconcertato quando oggi ho letto su TP24.it questa nota di Antonella Milazzo, una deputata del PD membro del Parlamento siciliano:
«Fin dal 2013, grazie anche al lavoro svolto dai deputati del PD con l'allora capogruppo Gucciardi in testa, la Regione si è impegnata a salvare e rafforzare il ruolo strategico dell'aeroporto di Birgi nello sviluppo del territorio. L'acquisizione delle quote Airgest di proprietà della ex provincia di Trapani prima, e la ricapitalizzazione della stessa società dopo, hanno consentito di tutelare il futuro dello scalo e dell'intero territorio. Grazie a questo importante lavoro, si sono rafforzate le basi del contratto con Ryanair, presupposto indispensabile per lo sviluppo turistico ed economico. Il mancato rispetto dell'accordo di co-marketing da parte di molti comuni, mette adesso in bilico la permanenza della compagnia Ryanair sullo scalo di Birgi, rischiando di vanificare lo straordinario lavoro fin qui svolto e, soprattutto, di causare un danno incalcolabile all'intera economia trapanese. Le dimissioni del Presidente della Camera di Commercio da coordinatore sono un ulteriore passo verso questa ‘fine annunciata’. Credo sia inaccettabile che la politica rifiuti di assolvere ad un compito così importante, posto che l'impegno per lo sviluppo economico della propria città deve avere il primo posto tra gli obiettivi di ogni sindaco, invece molti primi cittadini sono purtroppo sordi a questo grido di aiuto che arriva dalle loro stesse comunità, assumendosi una responsabilità gravissima. Per questo chiedo al sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, sensibile e attento al tema tanto da essere tra i pochi in regola con i versamenti dovuti, di assumere su di sè l'onere di guidare il coordinamento dei sindaci verso il pieno rispetto, da parte di tutti, degli impegni assunti, per il bene dell'intero territorio trapanese. Solo così avrà un senso continuare a lavorare a Palermo per la tutela e il potenziamento del nostro aeroporto.»
Ricapitoliamo: il governo del Sig. Crocetta, un esponente del PD a capo di un governo del PD, governo di cui il Sig. Gucciardi, citato nella nota, a sua volta esponente del PD, è attualmente Assessore alla Sanità, posizione per cui è quindi responsabile del 70% del bilancio regionale, ha deciso di abolire un ente regionale, le province regionali, a cui era demandata la promozione turistica dei vari territori e che forniva le risorse economiche per mantenere un base Ryanair presso l'aeroporto di Trapani Birgi, e successivamente il Sig. Crocetta ha affermato pubblicamente che non avrebbe aperto i cordoni della borsa regionale per quello scopo, e la colpa ora è dei Comuni, o dei Sindaci degli stessi?

C'è evidentemente qualcosa che non quadra in questa narrativa.

Ricordiamo a proposito che il turismo è secondo l'ordinamento costituzionale corrente una delle cosiddette materie residuali, il che significa che il turismo è una materia di competenza legislativa regionale piena o esclusiva. Ricordiamo anche che in alcuni casi, ad esempio quello della Regione Siciliana, la piena competenza legislativa regionale è addirittura mandata costituzionalmente in maniera esplicita.

Gli strumenti e le risorse nelle mani del governo del Sig. Crocetta e della deputazione regionale sono 100 volte più grandi e potenti di quelli nelle mani dei Sindaci.

Da cittadino mi aspetto che se un governo del PD prende una decisione politica, gli esponenti del PD dovrebbero prendersene la responsabilità di fronte agli elettori. 

Ci sono parecchie narrative possibili che potrebbero essere usate dagli esponenti del PD per provare a mitigare l'effetto negativo che questa decisione politica potrebbe avere nelle intenzioni di voto degli elettori della Sicilia Occidentale: ad esempio i rappresentanti del PD potrebbero affermare di ritenere che per le casse regionali sia più conveniente avere un solo aeroporto in Sicilia Occidentale, a Palermo Punta Raisi, oppure che a loro modo di vedere l'investimento per il co-marketing a Trapani Birgi non valga il ritorno economico, magari portando qualche cifra a supporto di una tale tesi.

La narrativa proposta dalla Sig.ra Milazzo nella nota riportata precedentemente, quella di un PD che abbia impegnato la Regione "a salvare e rafforzare il ruolo strategico dell'aeroporto di Birgi nello sviluppo del territorio" lascia purtroppo quantomeno disorientati, se non addirittura esterrefatti o desolati.

Il Sig. Crocetta ed i vari esponenti del PD trapanese sono ovviamente liberissimi di prendere decisioni politiche, come quella di togliere il contributo per il co-marketing, cose che in buona sostanza hanno già fatto, ma una volta che prendono queste decisioni, oltre a non prendersela con i poveri sindaci, sarebbe meglio poter assicurare agli elettori ed ai contribuenti siciliani che il budget a disposizione per l'assessorato regionale al turismo sia investito in attività più meritevoli, cosa che a mio modesto avviso non è purtroppo mai avvenuta.

Rosario Crocetta, il PD ed il co-marketing per l'aeroporto di Trapani Birgi

Avendo seguito per anni le vicende dell'aeroporto di Trapani Birgi, è mia opinione personale che la decisione di non far più finanziare alla Regione Siciliana il co-marketing a Trapani Birgi sia stata una decisione politica del PD.

Come ho maturato tale opinione?

Il Sig. Crocetta, storico esponente del PD, è dal 10 novembre 2012 Presidente della Regione Siciliana, a capo di un governo a cui il PD, forte di ben 25 deputati, ha dato sino ad oggi 24 Luglio 2015 il suo pieno supporto ed appoggio nel Parlamento siciliano, e questo in maniera continuativa sin dal primo giorno di insediamento.

Il Sig. Crocetta, avendo abolito le ex Province Regionali, che erano appunto un ente della Regione Siciliana finanziato principalmente dalla Regione Siciliana, eliminò di conseguenza l'ente il cui bilancio forniva le risorse necessarie agli investimenti di co-marketing necessari a mantenere una base del vettore Ryanair presso l'aeroporto di Trapani Birgi.

La mia comprensione di quegli eventi, essendo io spero un essere razionale, fu naturalmente che la decisione di togliere i finanziamenti regionali per il co-marketing a favore dell'aeroporto di Trapani Birgi fosse stata una decisione politica del PD.

«Questo è bene che si sappia»


Questa mia comprensione fu rafforzata leggendo una intervista di Toni Zermo con lo stesso Rosario Crocetta, pubblicata su La Sicilia di Domenica 14 Luglio 2013, dove a pagina 6 veniva riportato, tra virgolette: 
«Prendiamo il caso di Trapani, che ha bisogno di risorse perché dicono che Ryanair è costosa. Ma a Trapani ci sono tre milioni di passeggeri, basterebbe aumentare di un euro o al massimo di due e già la società di gestione pareggia, anzi ci guadagna. Perché non lo fanno? Nessuno rinuncerebbe al viaggio in Sicilia per un euro in più. La gestione degli aeroporti dev'essere autosufficiente, troppo facile bussare alla Regione, altrimenti si privatizza con un bando di gara internazionale. Questo è bene che si sappia»
In pratica, sollecitato all'epoca sia dai sindaci del Trapanese che da varie organizzazioni imprenditoriali della Sicilia Occidentale, il Sig. Crocetta mise pubblicamente il cappello sulla decisione di non far continuare le sovvenzioni pubbliche all'aeroporto di Trapani Birgi da parte della Regione Siciliana, rimarcando che l'aeroporto avrebbe dovuto fare da solo.

I sindaci di tutti i colori politici dei Comuni della ex provincia regionale di Trapani, grazie anche ad un intervento del Prefetto Leopoldo Falco, a cui da cittadino siciliano va un sincero ringraziamento, ma che a mio parere andò probabilmente ben al di là di quelli che sarebbero dovuti essere i suoi compiti e le sue prerogative, per un po' hanno provato a metterci una pezza in una qualche maniera, facendo una vera e propria colletta per finanziare il co-marketing per l'aeroporto in questione, ma a quanto pare, costretti sia dalla costante diminuzione di trasferimenti dallo Stato centrale e dalla Regione Siciliana stessa, che dalla persistente crisi economica, sembra che non siano più in grado di continuare in questo impegno, o che comunque debbano affrontare gravi difficoltà di bilancio per mantenerlo.

Non riesco a pensare come si possa vedere nei sindaci dei Comuni della ex Provincia di Trapani i responsabili di questa decisione politica.

Friday, 30 May 2014

M5S vs PD 2013 - 2014

Gli effetti del Porcellum: nel 2014 il M5S ha preso quasi il 6% di seggi in piú rispetto al 2013, pur avendo perso in percentuale oltre il 4% di voti, mentre il PD, pur guadagnando oltre il 15% in voti, ha perso quasi il 5% in seggi:
M5S vs PD 2013-2014

Sunday, 9 October 2011

Correlazione tra rigidità della disciplina dei licenziamenti e precariato



A quanto pare ci sarebbe una querelle interna al PD, il cui responsabile del settore Economia e Lavoro (quindi un possibile candidato ad un ministero economico pesante se il PD dovesse tornare al goveno), tale Sig. Stefano Fassina, sarebbe tra quelli che non credono, basandosi su presunti dati ISTAT, alla correlazione tra rigidità della disciplina dei licenziamenti e precariato (e da quanto vedo mi pare siano in tanti a sostenere posizioni simili), ed il Sig. Pietro Ichino, il noto giuslavorista membro della direzione nazionale del PD.

Il Sig. Ichino pare abbia parzialmente risolto quantitativamente una parte della questione, e comunque gettato un po' di luce sul resto.

Citando in breve la parte maggiormente gravida di informazioni sul punto in oggetto:
"In via di primissima e del tutto provvisoria approssimazione, nell’ipotesi in cui tutte le società di capitali avessero più di 15 dipendenti e tutte le altre imprese ne avessero di meno, si potrebbe formulare questa affermazione: nelle imprese di piccole dimensioni dove non si applica l’articolo 18 dello Statuto lavora più di un terzo dei lavoratori subordinati italiani (esclusi i dipendenti pubblici) e meno di un quinto dei collaboratori autonomi in posizione di monocommittenza; nelle imprese di dimensioni maggiori lavorano meno di due terzi dei lavoratori subordinati italiani e più di quattro quinti dei collaboratori autonomi in posizione di monocommittenza. Il che non basta per considerare dimostrato che l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è una causa del maggior ricorso a forme di lavoro dipendente atipiche, ma ne costituisce certamente un pesante indizio."
Interessante scoprire come l’Istat collochi tra le “piccole imprese” anche tutte le “partite Iva”, anche le monocliente, ma soprattutto, che persone come il Sig. Fassina, che un giorno potremmo ritrovarci come Ministro dell'Economia o Ministro del Lavoro, prendano (o comunque suggeriscano) decisioni sulla linea politica senza avere a disposizione dati certi, quindi probabilmente su basi ideologiche!

Ad ogni modo è uno scandalo che ancora nel 2011 nella Repubblica Italiana non si possa avere un quadro chiarissimo e quantitativamente certo su un punto così importante.