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Saturday, 4 October 2014

Quanto costa offrire un volo da Londra alla Sicilia?

Quanto costa ad un vettore aereo civile offrire un posto per trasportare direttamente un passeggero, un potenziale turista, da una delle ricche città del nord Europa ad uno degli aeroporti Siciliani?

Ryanair vola sottocosto?

I dati che ci permettono di dare delle risposte a queste domande sono generalmente pubblici, riportati nelle relazioni annuali delle compagnie aeree, dove possiamo leggere che, ad esempio, il passeggero medio di Ryanair nell'ultimo anno fiscale ha pagato in totale € 61,67 per volo. Questo numero in se non dice molto, perché ovviamente non tutti i voli hanno la stessa durata, ma scomponendolo in due addendi, il costo medio del biglietto e i ricavi ancillari, permette una prima interessante osservazione: sul vettore irlandese si vola sottocosto, nel senso che a fronte di un biglietto medio da € 46,40, il costo medio per passeggero è riportato a € 53,61. Ogni volta che un passeggero vola con Ryanair, in media il vettore irlandese perde sul volo in se € 7,21. Questo non è il risultato di una singola annata sfortunata, ma proprio una costante da diversi anni a questa parte. Come fa allora Ryanair a sopravvivere, anzi, a generare profitti? Grazie ai cosiddetti ricavi ancillari, cioè tutti quegli altri servizi che i passeggeri acquistano oltre al prezzo dei biglietti. In media, ogni passeggero Ryanair prenotato ha speso nell'anno fiscale 2013/14 altri € 15,27 per volo, il che ha permesso alla compagnia di generare profitti per i propri azionisti, ed ai suoi amministratori di incassare un bonus complessivo di 1,8 milioni di Euro.

Ryanair Boeing 737-800

Il CASK di Ryanair

Nelle relazioni, oltre al costo medio per passeggero, viene generalmente riportato un altro dato, che ci permetterà di rispondere alla nostra domanda iniziale: il cosiddetto CASK, cioè il costo chilometrico medio per ogni posto offerto. Il CASK ci consente quindi, conoscendo la distanza tra due aeroporti, di stimare, con una discreta tolleranza, quanto costerà ad un determinato vettore far volare un aereo tra di questi. Ad onor del vero, nella relazione annuale di Ryanair viene riportato a € 0,055 il CASM, gli irlandesi usano quindi ancora le miglia, come molte compagnie statunitensi, ma per convertirlo in chilometri basta semplicemente dividere quella cifra per 1.609,344 metri e moltiplicare per 1000. Il CASK di Ryanair è quindi € 0,034 al chilometro per passeggero.

Da Londra alla Sicilia: il caso Ryanair

Dato che Ryanair usa soltanto un tipo di aereo, il Boeing B737-800, in una configurazione spartana da 189 posti a sedere, in pratica in media far volare un aereo del vettore irlandese costa € 6,46 al chilometro. Prendendo come punto di partenza l’aeroporto di London Stansted, che è la più grande base del vettore irlandese, e come punto di arrivo sia l’aeroporto di Trapani Birgi che l’aeroporto di Palermo Punta Raisi, che distano entrambi 1.820 km dall'aeroporto londinese in questione, offrire un posto per trasportare direttamente un passeggero, un potenziale turista, costerà quindi in media alla compagnia aerea in questione € 62,20, mentre tutto il volo costerà in media € 11.755,66.
Un’altra forse ben più interessante osservazione è che per offrire una rotta annuale di andata e ritorno tra Londra e la Sicilia occidentale, in pratica due voli al giorno tutto l’anno, uno per direzione al giorno, una compagnia come Ryanair, che ricordiamo è la più efficiente e meno costosa dei vettori dell’area euro mediterranea, investe in media qualcosa come € 8.581.631,80. 
Oltre 8 milioni e mezzo di Euro.
Non per una base da uno, due, tre o quattro aerei, ma proprio per una singola rotta internazionale giornaliera da 3.640 km complessivi, svolta tutto l’anno, sia in alta che in bassa stagione.

Il CASK di easyJet

E se invece di Ryanair, questo stesso volo lo offrisse un altro concorrente? Ad esempio easyJet? Il CASK della compagnia britannica è di £ 0.051 al chilometro per passeggero, equivalenti a € 0.061 al cambio medio annuale di € 1,185417 per ogni sterlina, come suggerito dalla HMRC, il corrispettivo britannico dell’Agenzia delle Entrate italiane. Quasi il doppio dell’equivalente costo medio per Ryanair, per la precisione il 79.5% in più. Anche se easyJet usa attualmente due tipi di aerei per i suoi voli, per produrre stime comparabili, assumeremo che per offrire un collegamento tra Londra e la Sicilia Occidentale venga usato il modello più capiente, l'Airbus A320-200 da 180 posti,.

easyJet Airbus A320

Da Londra alla Sicilia: il caso easyJet

Ripetendo i calcoli fatti precedentemente per il concorrente irlandese, di nuovo delle semplici moltiplicazioni, possiamo quindi stimare il costo medio per far volare l’aereo in questione in € 10.98 al chilometro, quindi un volo da 1820 km costerà in totale € 19.983,60, ed assicurare questo livello di servizio tutti i giorni dell’anno, una andata ed un ritorno, costerà 14.588.028.
Ben oltre quattordici milioni e mezzo di Euro.
Sei milioni di Euro in più di quanto costi, in media, a Ryanair.

Da Londra alla Sicilia: il caso Vueling

E se esaminassimo Vueling? Il vettore catalano è stato recentemente acquistato dal gruppo IAG, nato nel 2011 dalla fusione di British Airways con Iberia. Il CASK di Vueling è riportato nella relazione finanziaria ufficiale a € 0.059, quindi soltanto leggermente meno costoso di quello di easyJet. Dato che anche Vueling usa principalmente Airbus A320-200 in configurazione da 180 posti, ne deriva che i costi della compagnia aerea di Barcellona sono del 3,3% circa inferiori a quelli di easyJet, e nello specifico, offrire un collegamento giornaliero annuale tra Londra e la Sicilia Occidentale costerebbe in media 14.109.732.
Oltre quattordici milioni e centomila Euro.
Quasi mezzo milioni di Euro meno di easyJet, ma ben oltre 5 milioni e mezzo di Euro più di Ryanair.

Conclusioni

Potremmo continuare ad libitum nell'esaminare le relazioni di tutte le altre compagnie aeree europee, ma non troveremmo nessun vettore capace di offrire posti, voli o rotte a prezzi nemmeno lontanamente comparabili a quelli che riesce ad offrire Ryanair, tranne un paio di eccezioni, la turca Pegasus Airlines e l’ungherese Wizz Air, che sono invece sì più care del vettore irlandese, ma non di molto, anche se entrambe non operano tra due aeroporti che siano entrambi siti in Europa occidentale.
A questo punto però potremmo farci un’altra domanda: se entrambi gli aeroporti in Sicilia Occidentale sono alla stessa distanza da un dato aeroporto Londinese, perché una determinata compagnia aerea sceglie di volare in un aeroporto piuttosto che in un altro?

Riferimenti

Wednesday, 27 August 2008

Il consolato Italiano a Londra non concede il visto a mia moglie perché mia moglie è residente nella UE

[Il consolato Italiano a Londra non concede il visto a mia moglie perché mia moglie è residente nella UE. Dato che la cosa è chiaramente assurda, ho scritto alla sezione Italiana di SolvIT(solvit@palazzochigi.it) sperando che possano intervenire, non soltanto per mia moglie, ma per tutti i familiari non comunitari dei cittadini della UE.]

Al Centro Solvit in Italia,
presso il Dipartimento Politiche Comunitarie
Presidenza Consiglio Ministri
A chi di competenza,

Per conoscenza al Console Italiano a Londra,
presso il Consolato Generale d'Italia a Londra,

Sono un cittadino Italiano residente a Londra da poco meno di 3 anni, regolarmente iscritto all'AIRE.

Il consolato Italiano a Londra non concede un visto Schengen di tipo C a mia moglie perché mia moglie, cittadina Turca, è residente nella UE (nel Regno Unito, ha da poco ottenuto una "Residence Card" Britannica valevole per i prossimi 5 anni), ed a quanto pare questo avviene in ottemperanza ad una interpretazione dell'implementazione della Direttiva 2004/38/CE.

Io sono dell'avviso che l'autorita' Italiana (che al momento non so quale sia) che ha vietato ai consolati di concedere visti ai congiunti già residenti nella UE dei cittadini Italiani per visite di breve durata lo ha fatto in spregio dello spirito e della lettera della Direttava 2004/38/CE, e dopo averla letta non riesco ad immaginare che qualcuno abbia potuto interpretarla in una qualche maniera per impedire ai consolati di concedere un visto a mia moglie o a persone che si trovano nella stessa situazione.

Richiedo pertanto con la presente a Solvit di interessarsi presso le autorita' Italiane competenti per fare ottenere al piu' presto a mia moglie un visto Schengen di tipo C, per multiple entrate e con validita' pluriennale.

Dati motivi di carattere familiare (..), devo pregarVi di considerare che questa richiesta riveste per me e la mia famiglia un carattere di estrema urgenza ed importanza,

Cordiali saluti,

Alessandro Riolo


Breve descrizione del problema

Mia moglie e' una cittadina Turca. L'anno scorso, residente in Turchia, il Consolato di Istanbul le ha concesso un visto Schengen di tipo C valido per 1 anno (con il quale si può recare in tutti i paesi Schengen per 90 giorni ogni 6 mesi), e l'impiegato del consolato ci aveva anticipato che l'anno prossimo gliene avrebbe concesso uno valido per almeno 2 anni.

Quest'anno, residente nel Regno Unito, il consolato di Londra si e' rifiutato di concedere a mia moglie un qualsiasi visto di tipo C, perché mia moglie ha una "Residence Card" Britannica con la quale puo' entrare in Italia, ma purtroppo non puo' entrare in nessun altro paese dell'Unione.

Il Consolato Italiano ci ha invitato a rivolgerci al paese terzo dell'Unione dove mia moglie vorrebbe poter viaggiare.

Dato che il suo prossimo viaggio era programmato per la Spagna, siamo andati al consolato Spagnolo.

Al consolato Spagnolo ci hanno ovviamente detto (con una certa ironia) che per i congiunti dei cittadini UE dovrebbe essere il consolato di cui il congiunto è cittadino a concedere il Visto, anche perché i viaggi in Spagna o in altri paesi della UE sono occasionali, mentre il paese in cui mia moglie si rechera' con certezza piu' spesso per motivi familiari è ovviamente l'Italia.

Ci hanno anche confermato che la "Residence Card" Britannica non ha per la Spagna nessun valore (come sostituto di un visto), e che per entrare in Spagna mia moglie ha bisogno almeno di un visto di tipo C, e che era per tutti conveniente e sensato se a concedercelo fosse il Consolato Italiano.

Ci siamo rivolti di nuovo al consolato Italiano, ed il Console ci ha detto telefonicamente che è al corrente del problema, che è dovuto a un qualche cavillo dell'implementazione della Direttiva 2004/38/CE che è stato loro comunicato a Febbraio 2008, che loro hanno fatto presente a Roma il problema, ma che al momento purtroppo gli viene impedito loro (immagino da una qualche autorità competente) di rilasciare visti ai congiunti extraeuropei dei cittadini Europei nel caso essi siano in possesso di un documento che ne attesti la residenza all'interno della UE.

A quel punto si è scusata per il problema, mi ha confessato che molte altre coppie hanno avuto lo stesso problema, non mi è riuscita a dare su due piedi una indicazione precisa su quale sia esattamente la legge o il regolamento alla radice della questione, e ci ha detto che avrebbe chiamato il Consolato Spagnolo, avvertendoli del fatto che avrebbero ricevuto richieste di visto da parte di congiunti di cittadini Italiani.

Il consolato Spagnolo ha accettato i documenti per la richiesta di un appuntamento, ma ci hanno detto che prima di chiamare mia moglie per un appuntamento passeranno almeno 2 settimane, e dopo passeranno almeno 4 settimane prima di ottenere il visto, sempre che sia possibile ottenerlo, dato che in definitiva mia moglie probabilmente si recherà piu' spesso in Italia che in Spagna, e che loro si aspettano sia l'Italia a fornirle il visto, non la Spagna o nessun altro paese della UE.

In contrasto (e come previsto dalla legge Italiana), i Consolati Italiani forniscono visti ai coniugi dei cittadini Italiani in priorità rispetto alle altre richieste, come per nostra esperienza l'anno passato usualmente in 24 ore o meno (così come fanno i Consolati Spagnoli per i coniugi dei cittadini Spagnoli, e cosi' via).

Il tutto è francamente assurdo. La Direttiva 2004/38/CE dovrebbe facilitare la libera circolazione dei cittadini UE e dei loro congiunti, non limitarla. L'autorità competente Italiana dovrebbe aiutare la libera circolazione dei propri cittadini e dei propri congiunti, non impedirla.


Avete avuto uno scambio di corrispondenza con l'autorità pubblica summenzionata? In caso affermativo, indicare le date e una breve sintesi del contenuto (potete successivamente inviare per posta copie di lettere, fax ect.)

Avevo inviato una email alla sezione Visti del Consolato Generale d'Italia a Londra per chiedergli se c'era qualche impedimento alla richiesta del visto (in realtà pensavo a problematiche connesse all'iscrizione all'AIRE o alla registrazione del matrimonio, per le quali avevo chiesto loro in merito in precedenza, e per le quali non mi avevano mai risposto). Non mi hanno mai risposto.

Personalmente, dopo un po' di ricerche sulle ultime leggi entrate in vigore in Italia, penso che questo atteggiamento sia dovuto ad un eccesso di zelo nell'interpretazione del comma 2 dell'articolo 5 del DL 30/2007, che recita "I familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro sono assoggettati all'obbligo del visto d'ingresso, nei casi in cui è richiesto. Il possesso della carta di soggiorno di cui all'articolo 10 in corso di validità esonera dall'obbligo di munirsi del visto."

Ora questo esonero dall'obbligo di munirsi del visto sembra sia stato trasformato da qualche zelante funzionario in un "divieto" per i Consolati Italiani di emettere visti a favore dei familiari dei cittadini Italiani in possesso di una qualsiasi documento equivalente alla Carta di Soggiorno, in sfregio non soltanto allo spirito ed alla lettera della Direttiva 2004/38/CE, ma anche della legislazione nazionale Italiana (infatti il successivo comma 3 dell'articolo 5 del DL 30/2007 recita "I visti di cui al comma 2 sono rilasciati gratuitamente e con priorità rispetto alle altre richieste.") .

Vi siete già rivolti ad altri organismi per risolvere il problema? In caso affermativo, indicare quali organismi e con quale esito.

Ci siamo rivolti prima alla sezione Visti del Consolato Generale d'Italia a Londra, poi al Consolato Spagnolo, poi ho parlato direttamente con il Console Italiano a Londra, poi nuovamente al Consolato Spagnolo. Sinceramente, sto anche cercando di vedere se c'è un qualche altro paese della UE che ha una trafila burocratica meno lunga, per fare ottenere a mia moglie un visto di tipo C in un tempo minore, a costo di farmi un qualche viaggio da qualche parte in Europa in uno dei prossimi fine settimana.

Sto ancora cercando di capire con quale autorita' Italiana mi devo mettere in contatto (in pratica chi e' responsabile per le circolari mandate alla Rete Consolare Italiana che impediscono loro di concedere a mia moglie questo benedetto visto) per vedere se non c'e' un qualche modo per ovviare al problema.

Se possibile, fornire una stima dei costi da attribuirsi al vostro problema per i prossimi 12 mesi.

(..)

Come siete venuti a conoscenza di SOLVIT?

Internet


Qual è una differenza tra Shevchenko e mia moglie?

Qual è una differenza tra Shevchenko e mia moglie?
Che a Shevchenko, che non è un cittadino della UE e non è sposato con una cittadina della UE, il Consolato Italiano concede un visto al volo (tant'è che la richiesta di visto è arrivata jeri mattina e di pomeriggio Ancelotti l'abbracciava a Milanello) mentre a mia moglie, che è sposata con un cittadino Italiano ed è legalmente residente nella UE, il consolato Italiano non solo ha rifiutato la richiesta di un visto turistico, ma ci ha pure invitato ad andarne a pietirne uno da qualche altro consolato.
Jeri mattina al secondo diniego dell'impiegata della sezione visti, questa ha chiamato il suo superiore. Mentre questo entrava nella stanza, un altro impiegato l'ha intercettato, per spiegarli che gli era arrivata dal CONI la richiesta di visto per Shevchenko. Il superiore mi ha dato un foglio di carta in cui c'era scritto che loro non avrebbero dato un visto a mia moglie, e poi si è precipitato con l'altro impiegato a lavorare alla pratica Shevchenko, piantandomi stupito di fronte alla vetrata. Mentre rimostravo per quest'assurdità, la prima impiegata mi ha ricordato che il visto è sempre un favore, quindi era inutile che stessi lì a rimostrare, tanto loro quel favore non me l'avrebbero fatto. Quindi loro il favore a Shevchenko lo fanno, mentre a me e mia moglie no.
Dopo essermi fatto ridere davanti e dietro al consolato Spagnolo ("ma tu che ci fai qui, sei Italiano, vai a chiedere il visto per tua moglie al consolato Italiano"), sono riuscito a parlare telefonicamente con il console Italiano a Londra, che mi ha spiegato chiaro e tondo che a loro è stato proibito da qualcuno a Roma di concedere visti ai congiunti extracomunitari di cittadini Italiani qualora questi siano già legalmente residenti nella UE. Più che un paradosso irreale, è allucinante.
Siamo quindi tornati a mendicare dagli Spagnoli, che ci hanno detto che forse fra 6 settimane ci daranno una risposta.