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Tuesday, 4 February 2014

Referendum in Svizzera: media annuale

Questo grafico rappresenta l'andamento della media annuale dei referenda a cui sono stati chiamati a votare i cittadini svizzeri negli ultimi 165 anni:

Referendum in Svizzera: media quinquennale

Questo grafico rappresenta l'andamento della media quinquennale dei referenda a cui sono stati chiamati a votare i cittadini svizzeri negli ultimi 165 anni:


Come si vede recentemente si é toccata una punta di 70 referenda nel quinquennio 2000-2004.

Monday, 3 February 2014

La politica non è lineare

La politica non è lineare.
La semplificazione lineare, quella che usa per consuetudine chi parla di destra, sinistra, centro, non è per nulla una proiezione biunivoca, ma al più suriettiva, quando viene fatta si perde una quantità enorme di informazione.
In realtà le posizioni politiche di un gruppo qualsiasi di individui hanno sempre una forma simile a quella descritta da grafici come questo:
Dati un insieme di questioni politiche x0, x1, .., xn, due individui qualsiasi raramente saranno d'accordo su tutte ed n le questioni. Per n grande, l'accordo politico tra 2 individui tende necessariamente ad essere inferiore al 100%. Se aumentiamo il numero di individui, ad esempio se lo incrementiamo a 45 milioni di elettori, la probabilità che esista una distribuzione delle opinioni in soltanto 2 o 3 schieramenti è completamente irreale. La vecchia politica rappresentativa novecentesca, forzosamente linearizzata, soddisferà necessariamente il cittadino molto meno di quanto potrebbe fare una politica in cui incrementando il saggio di democrazia diretta aumenterà necessariamente la possibilità per ogni singolo elettore di poter esprimere una posizione più vicina ai propri desiderata.
Io ad esempio, al contrario di tanti, non sono per nulla Euro-scettico, anzi, non vedo assolutamente l'Euro come il principale problema degli Italiani, tutt'altro. Mi par di capire che ad esempio il Sig. Casaleggio su questo specifico punto sia pubblicamente in maggior accordo con me che con tanti simpatizzanti o addirittura attivisti del M5S.
Non mi meraviglierei che simili faglie esistano all'interno di tutti i partiti o i movimenti italiani. A questo punto che devono fare tutte queste persone? Si devono scomparare con me (ed eventualmente il buon Casaleggio) perché su un punto più o meno fondamentale non andiamo d'accordo? No.
Facciamo risolvere ai cittadini con la democrazia diretta. Un bel referendum, vinca o perda l'Euro, ha deciso il popolo sovrano. In Svizzera funziona così, votano 4 volte all'anno, una settimana di voto per ogni referendum, ne fanno oltre 100 ogni 10 anni. Ne fanno meno di quanti ne potrebbero fare, perché i loro rappresentanti sono giustamente terrorizzati dai loro elettori, e cercano in tutte le maniere possibili ed immaginabili di evitare che le loro decisioni possano spingere i cittadini a chiedere un referendum.
Sul breve periodo è più difficile della democrazia rappresentativa, sul lungo periodo gli Svizzeri guadagnano 4 volte i Siciliani, in pratica senza nessuna risorsa naturale.

Parzialmente ispirato da Elections di Ayende Rahien

Friday, 1 March 2013

In risposta a Andare avanti per Fermare il Declino: Modello M5S

[risposta a Andare avanti per Fermare il Declino di Michele Boldrin]
Per avere una sola possibilità di successo, bisogna prendere a modello il M5S, e se possibile innovare anche più di quanto hanno dimostrato di saper fare Grillo, Casaleggio & co..
E questo vale per tutti gli altri partiti politici del pianeta, se vogliono sopravvivere. La politica rappresentativa come la conoscevamo nel XX secolo è destinata a scomparire.
Il futuro sono la Svizzera, la California, Atene del periodo classico, e chi prima lo capisce e lo riesce ad implementare in una proposta convincente, avrà maggiori probabilità di influenzare il futuro, non della Repubblica Italiana, ma di qualsiasi società.
Il progresso tecnologico ci da gli strumenti per realizzare appieno la crazia di democrazia, di uniformare cioè la distanza di ogni cittadino dal potere come se fossimo tutti seduti sul bordo di un vaso.
Le reliquie del medioevo come le strutture gerarchiche, l'uomo solo al comando, sia esso il primo ministro che il segretario di un partito, gli n-mila livelli attraverso cui la sovranità popolare era costretta e filtrata, possono oggi scomparire. Puff!
La rivolta contro la casta sarebbe arrivata in ogni caso. Arriva prima nel Bel Paese perché ci siamo beccati 20 anni di austerità, ma arriverà ovunque, solo un sordo o un cieco potrebbe negare di sentire o di vedere gli indizi tutto attorno a sé non solo in paesi come la Spagna, ma anche in paesi come il Regno Unito, dove la casta politica dominante sta letteralmente comprandosi la propria sopravvivenza giorno dopo giorno emettendo montagne di debito che ricadrà sulle generazioni future.
Tra le tanti possibili risposte, l'eliminazione di tutte le caste tramite la responsabilizzazione del cittadino, la democrazia diretta, l'effettiva implementazione della democrazia, il localismo, il federalismo, la decentralizzazione  l'accorciamento delle filiere di retroazione, direi in pratica il loro azzeramento, sono di gran lunga le migliori possibili risposte.
Non è pensabile di mettere su un partito politico che abbia lo scopo di sfruttare la dabbenaggine di chi ci mette le idee e la dabbenaggine di chi ci crede per comprarsi l'accesso ad una nuova casta, perché quando ci sono alternative disponibili e credibili che fanno a meno delle caste, il cittadino votante prima o poi si convincerà a votarle, perché sono di gran lunga migliori, da tutti i punti di vista immaginabili.
C'è tutta la storia umana a dimostrare che il governo dei migliori, o presunti tali, è necessariamente destinato ad un fallimento. Può andare bene per 5 anni, per 10 anni, per 1 generazioni, per 10 generazioni, per 1000 anni, ma re, imperatori, caste, oligopoli, rappresentano tutti punti di vulnerabilità che prima o poi portano sempre e comunque a declino e scomparsa. Per chi non mi crede sulla parola, basta un ripasso di storia della Serenissima.
Grillo e Casaleggio dicono uno vale uno. Bisogna partire da là. Non perché lo dicono loro, ma perché il progresso tecnologico lo rende potenzialmente possibile, e quindi diventa necessariamente possibile.
Grillo e Casaleggio ci sono stati 8 anni ad arrivare da 2 voti a 9 milioni di voti. Se qualcuno fondasse un movimento simile nel Regno Unito o in Spagna, ed applicasse con la stessa bravura e capacità le loro tecniche, altro che 7 anni, ci starebbe massimo 3 anni ad arrivare a 10 milioni di voti.
Quando Grillo dice a tutti che i vecchi partiti sono morti, gli fa un favore. Perché è vero, sono morti, è morta la democrazia rappresentativa, che non è democrazia, o comunque non può esprimere totalmente una democrazia. Gli fa un favore, perché dicendogli la verità, li sprona ad adattarsi, come infatti ha cercato di fare il PD, con tutti i tentennamenti che sono anche comprensibili.
Metto le mani avanti, e confesso che io non avevo proprio idea di come fosse stato organizzato Fare per Fermare il Declino. Leggevo NfA, avevo letto il manifesto, ero andato ad una cena a Londra (e confesso di aver espresso a Carlo Stagnaro in quell'occasione i miei dubbi sull'opportunità di presentarsi a queste elezioni mettendo su tutto di fretta e furia), avevo capito ci fossero dei comitati locali, ma non credevo fosse stato organizzato come un classico partito organizzato, con addirittura una direzione nazionale.
L'altro giorno ho sentito 5 minuti della diretta della direzione nazionale, mi sono messo le mani tra i capelli, e sono fuggito inorridito. Tra l'altro, non erano nemmeno 5 minuti caldi, ma coinvolgevano un paio delle persone che poi hanno votato contro la mozione Boldrin. Quel tipo di partito è nato morto. Non andrà mai da nessuna parte, una volta che al consumatore viene offerto di meglio.
La sfida è offrire qualcosa di meglio di quello che offre il M5S, ma nella maniera in cui lo offre il M5S.
[commento originariamente scritto su NfA]

Tuesday, 26 February 2013

Fare per Fermare il Declino: cosa manca per diventare alternativi al M5S?

Quando ho letto della nascita del movimento che poi sarebbe diventato Fare per Fermare il Declino (FpFiD), ho pensato che potesse essere un evento molto positivo, soprattutto se i promotori avessero cercato di adottare alcune delle proposte che al momento offre soltanto il M5S.

Questi sono i cinque principali suggerimenti a chi dirige FpFiD:

  1. "Fermare il Declino" è un nome che ha un contenuto informativo importante, ma è semanticamente limitante. A me piacerebbe poter sostenere un movimento che abbia come scopo qualcosa di più di fermare un declino. "Fare" va già meglio, anche se non mi convince del tutto. Bisogna trovare un nome propagandabile, e crearci attorno tutta un ecosistema (i.e., quello che si è fatto in nuce chiamando "Fattivi" i supporter di "Fare").
  2. "Democrazia Diretta": su uno specifico punto Grillo e Casaleggio hanno ragione senza se e senza ma: la responsabilizzazione del cittadino e la democrazia diretta. Credo che questo sia un nodo molto importante da sciogliere. A molti potenziali elettori, FpFiD non è piaciuto perché hanno pensato a priori che potesse essere un altro partito di gente con la puzza sotto il naso che si volesse trasformare in casta sfruttando la loro dabbenaggine. Una volta che c'è un movimento, nel caso in questione il M5S, che offre al cittadino qualcosa in più, l'abolizione della casta, la maggior parte di chi non vuole essere governato da una casta voterà per questi.
  3. "Bisogna offrire di più". Faccio un esempio: quello che ho capito io leggendo il manifesto, è che implementarlo avrebbe potuto genere 5 milioni di posti di lavoro. Perché 5 milioni di posti di lavoro? Perché mi sono detto che implementando quel manifesto, si sarebbe aumentata la partecipazione al mondo del lavoro, e si sarebbe nel contempo favorita l'emersione del lavoro nero. Misure come la completa defiscalizzazione dei redditi sotto gli 800 euro mensili e la sostituzione della cassa integrazione con dei sussidi di disoccupazione avrebbero reso più simile il paese al Regno Unito, per cui ho mentalmente ipotizzato un 10-15% in più di lavoratori tra la popolazione attiva, e spannometricamente sono arrivato a 5 milioni di posti di lavoro. Al che mi sono chiesto: ma non era meglio mettere nel manifesto "Creeremo 5 milioni di posti di lavoro"?
  4. "Bisogna creare un registro dei rischi". Il caso Giannino credo sia abbastanza esemplificativo del perché ci sia bisogno di dotarsi di simili strumenti.
  5. "Ridurre i singoli punti di vulnerabilità". Sempre il caso Giannino, dovrebbe chiarire il perché bisogna fare in modo che non ci siano singoli punti di vulnerabilità. Riuscire a creare un movimento più robusto e affidabile, senza singoli punti di vulnerabilità, sarebbe ad esempio un grosso vantaggio competitivo nei confronti del M5S attuale.