Sunday, 20 December 2009

Commento a "Canto di Natale: lettera aperta a Ignazio Marino" di Gabriele Zamparini

Caro Gabriele,

ho letto la tua lettera aperta su Micromega (in realtà, come riportata su it.media.tv) e non voglio entrare nel merito della questione, ma devo confessare che quando ho letto la frase:
“Qualche giorno fa’ il britannico Guardian – non un foglio bolscevico, esattamente –”
Ho fatto un balzo sulla sedia, ed un gran bel sorriso.

Mentre è pur vero che The Guardian non è strettamente un organo di stampo “bolscevico” (o meglio, non lo è se tu non sei un lettore del Telegraph vel similia), è pur vero che è un giornale di sinistra, molto più a sinistra di quanto possa essere considerata La Repubblica, che nel discorso politico Italiano una certa parte della popolazione (buona parte degli elettori del PdL, ma non solo) oramai considera, erroneamente, addirittura come un quotidiano “comunista”.

Leggo The Guardian 2 o 3 volte a settimane da anni, e mentre di tanto in tanto si legge qualche editoriale che propone tesi liberali, la maggior parte degli editoriali propone tesi socialiste, al più socialdemocratiche.

Quel che sia, nel discorso politico Britannico, The Guardian è considerato generalmente un giornale di sinistra, anzi, _il_ giornale della sinistra socialista Britannica (mentre The Indipendent è considerato il giornale della sinistra liberale o socialdemocratica), per cui è certamente poco rappresentativo di quella certa confusione tra Britannicità e Thatcherismo che tanti Italiani incredibilmente danno ancora per scontata, anzi, per dirla tutta, The Guardian al tempo della Thatcher giocò lo stesso ruolo che sta giocando La Repubblica in Italia nei confronti del problema Berlusconi.

Cordiali saluti,
Alessandro Riolo

4 comments:

maelström said...
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maelström said...

Caro Ale, complimenti per il blog che trovo interessante. Della frase che riporti, a dire il vero, a me ha fatto sobbalzare dalla sedia quel "fa" con l'accento :)...
Seriamente: per quel che riguarda il ruolo che sta giocando La Repubblica nei confronti di Berlusconi, lasciami dire che per una volta è un bene che un giornale faccia da "watch dog". E' chiaro che avere dei giornali del tutto indipendenti è un'utopia e bisogna aspettarsi un "endorsement" verso l'uno o l'altro partito politico a seconda dei casi (lo stesso credo avvenga nei paesi più liberali come gli USA), però il caso di Repubblica spicca proprio perché per una volta un giornale alza la testa contro il potere. E' chiaro che spicca come un'anomalia, una mosca bianca in un'Italia di mosche nere, pennivendoli e giornalisti asserviti al potere. Chi è al posto di comando non può permettersi di lottare contro gli organi di informazione, cercando di reprimere il loro legittimo compito di azzannare le caviglie di chi guida il paese. Non può di certo aspettarsi che denunciando Repubblica, non si inasprisca la "lotta" da parte del giornale.
Insomma, credo che il ruolo svolto da Repubblica sia legittimo, così come quello del Fatto Quotidiano e lo dico da persona che non si è mai identificata nei valori dell'estrema sinistra, ma piuttosto in quelli di una sinistra liberale, se non addirittura di una destra sociale.
Colgo l'occasione per farti tanti auguri di Buon Natale! ;)

aledeniz said...

@maelström:
sul "fa'" di Gabriele, mi sono attenuto al "chi non ha peccato, scagli la prima pietra" di biblica memoria :)

Su La Repubblica, per me sia loro che Il Fatto che altri, sono liberissimi di prendere la posizione che hanno preso sul "problema Berlusconi", io sono personalmente per la libertà d'opinione alla Statunitense, ben vengano media che esprimono un dissenso forte sull'operato del governo e di chi lo dirige.

Tra l'altro, quando i governanti Italiani chiamano "terrorismo mediatico" quello dei giornali Italiani, mi chiedo sempre come chiamerebbero quello che fanno da sempre i giornali Britannici nei confronti dei loro politici ..

Anonymous said...

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