Tuesday, 15 February 2011

Where is Orca?

You have got the Windows SDK (in my case Windows 7 and .NET Framework 3.5 SP1), and you are looking for Orca, where is that?

Mount the ISO (in my case the x64 version, GRMSDKX_EN_DVD.iso), or explore that with some tool (in my case 7zip x64 9.20, which you will have to use in every chance), drill to Setup\WinSDKTools_amd64\cab1.cab, you will see a WinSDK_Orca_Msi_5E20C107_DAA3_4D49_AFAE_7FB2594F0CDC_amd64 file, extract that, rename it to orca.msi, and that's it.

Monday, 7 February 2011

Risposta a chi si lamenta della mancata riduzione del numero dei parlamentari Siciliani

In risposta a:

Il Sig. Marrocco ha fatto benissimo a dare parere negativo a quella demagogica proposta di legge.

Il numero dei Parlamentari, ed anche i loro stipendi, non sono per nulla un problema, questo non è altro che uno specchietto per le allodole, pura demagogia, il problema non è avere 90 o 70 deputati, non cambia nulla, io ne pagherei 1000, se invece di fare i propri porci comodi favorendo interessi stranieri, facessero tutti gli interessi dei Siciliani.

La Sig.ra Anello su La Stampa non ha considerato che il Parlamento siciliano non è un consiglio regionale, ha ben maggiori competenze, è abbastanza ovvio che servirebbe un maggior numero di parlamentari per poterle esercitare appieno.

Sono invece d’accordo che 19400 lordi euro al mese, pur non essendo un vero problema (sono ben altri gli sprechi della politica), siano troppi rispetto alla qualità storica dei Parlamenti siciliani, anche se quest’ultimo è chiaramente qualitativamente migliore della media, e vedrei con favore una riforma delle retribuzioni dei Parlamentari Siciliani, sì da renderla in qualche modo proporzionale al reddito medio dei cittadini Siciliani, a mo di incentivo.

Tutto questo senza neanche contare che sarebbe una gran presa in giro per gli abitanti della provincia di Trapani, di cui il Sig. Marrocco è rappresentante, di poter contare soltanto su 5 Parlamentari, già 7 sono troppo pochi …

Tuesday, 25 January 2011

Rakı

Rakı è il nome con il quale i Turchi chiamano la grappa aromatizzata tradizionalmente con l'anice, ma più recentemente, per motivi economici, con la badiana, cioé l'anice stellato.
2013-07-19-2921
A volte alcuni produttori, sempre con l'ottica di ricavare maggiori margini, spesso a discapito della qualità, usano qualsiasi fonte a buon mercato di anetolo, che è il composto aromatico che dona al rakı il suo specifico sapore.
L'acquavite per il rakı viene tradizionalmente distillata, perlopiù nella zona di Tekirdağ, dalla vinaccia, come per la grappa, e nella zona di Smirne anche dai fichi, ma dalla recente liberalizzazione del mercato turco alcuni produttori hanno iniziato a proporre anche altro (riso, mais, patate, ...).
Usualmente il raki è venduto con un contenuto alcolico del 40% vol, ma i Turchi lo bevono usualmente mescolandolo 50/50 (o 60/40) con l'acqua fredda. Per svariate ragioni è preferibile non esagerarne il consumo.
Posso portare al proposito un aneddoto personale: diversi anni fa un mio parente me ne offrì almeno sei bicchieri secchi di seguito (senza acqua!), e dopo questo fatidico sesto bicchiere l'unica cosa che ricordo è che abbastanza magicamente mi ritrovai al mattino sul mio letto, ma successivamente mi mostrarono un video che provava senza ombra di dubbio che ero rimasto sveglio e piuttosto attivo per diverse ore, di cui però non serbavo alcun ricordo, per cui è generalmente meglio non approfittarne e mescolarlo con l'acqua.
L'acquavite non aromatizzata, che i Turchi chiamano Suma, è più difficile da trovare, ma non impossibile. L'ούζο è la stessa identica bevanda, ed anche nell'Hellade si trovano sia la versione con lo zammù, che è il termine siciliano per anice, sia quella senza. A Χίος ne fanno una versione aromatizzata con la resina del lentisco, la μαστίχα, che con un po di impegno si riesce a comprare anche ad Istanbul (ad esempio a Santo Stefano/Yeşilköy).
L'Anice Unico dei Tutone fatto a Palermo è un rakı di altissima qualità, ed è probabilmente il migliore che ci sia in giro, e d'altronde ci sarà un qualche valido motivo per cui i Tutone lo vendono da 200 anni, ma se uno vuole provarlo come i Turchi o gli Helleni, bisogna ricordarsi che è al 60% vol, per cui va bevuto 33/67.
Usare rakı o ούζο per fare l'acqua è zammù alla Siciliana è invece meno consigliabile, appunto perché il risultato è abbastanza monodimensionale paragonato a quello che si ottiene con quello dei Tutone.
Esperimenti di degustazione alla cieca che ho condotto personalmente per diversi anni tra consumatori di rakı turchi fino ad oggi mi hanno sempre dato uno stesso risultato: gli uomini turchi preferiscono di gran lunga il rakı turco (100%-0%), mentre le donne turche mostrano una spiccata predilezione per l'Anice Unico dei Tutone (20%-80%).
Per finire, rakı viene da una parola araba, araq (عرق), che significa bene o male "distillato" (più precisamente "perspirato" o "sudato"), e che indica bene o male lo stesso liquore nel Levante (Libano, Siria, ..). L'Araq è più simile all'anice siciliano, di cui è probabilmente il diretto progenitore, così come del rakı o dell'ούζο, ed essendo anch'esso 60% vol, andrà bevuto mescolato 33/67.

Tuesday, 28 December 2010

Dove si trova l'aeroporto di Birgi?

Premettendo che:
  • se qualcuno mi chiedesse dove si trovi l'aeroporto di Birgi, in generale risponderei colloquialmente con una frase composta probabilmente da alcune delle seguenti espressioni: "in Sicilia", "in Sicilia Occidentale", "ad ovest di Palermo", "a metà strada tra Trapani e Marsala", "a sud di Trapani", "a nord di Marsala", il tutto ovviamente a seconda del contesto;
  • mi sembra chiarissimo che il bacino primario dell'aeroporto in questione sia più o meno sovrapponibile a quello dell'aeroporto di Punta Raisi, copra cioè tutta la Sicilia Occidentale;
  • personalmente ho sempre trovata abbastanza inutile, se non peggio, la questione sulla denominazione dell'aeroporto di Birgi che spesso fa capolino sia tra le lettere a Marsala.it sia altrove (c'è addirittura almeno un gruppo apposito su Facebook!), una questione comunque veramente secondaria, rispetto ad altre questioni ben più importanti riguardanti questa stessa infrastruttura, non ultima la questione dei trasporti pubblici, che mi pare siano ancora molto carenti soprattutto per quanto riguarda Marsala.
Questo premesso, volevo con questa dare un mio piccolo contributo per chiarire uno degli aspetti che mi sembra siano meno chiari: dove si trova, amministrativamente parlando, l'aeroporto di Birgi? Nel territorio comunale di Marsala o in quello di Trapani?

Storicamente il confine tra i comuni di Trapani e Marsala seguiva l'andamento del fiume Birgi, che però sfociava più a nord rispetto alla foce attuale. Avendo costruito l'aeroporto di Birgi su quello che era il "delta" del Birgi, l'alveo del Birgi è stato "raddrizzato" con una serie di interventi, ed oggi il fiume sfocia più a sud, ed il sedime aeroportuale si trova interamente a nord del fiume. Per quanto ne so la ridefinizione dei confini tra i Comuni di Trapani e Marsala utilizzando il nuovo asse del fiume Birgi non è stata ancora conclusa, cosa che ha recentemente trovato conferma dando uno sguardo alle cartografie dei confini amministrativi pubblicati dall'ISTAT in occasione del censimento del 2010 (e scaricabili da chiunque), per cui al momento attuale mentre buona parte del sedime aeroportuale si trova nel territorio del Comune di Trapani, compresa tutta l'area dei parcheggi, sia quello per le autovettore che quello per gli aeromobili, ed il terminale aeroportuale, mentre una minore parte del sedime aeroportuale, compresa la parte finale delle due piste dal lato del mare, si trova nel territorio del Comune di Marsala.

Ricapitolando:
  • l'aerostazione di Birgi si trova all'interno del territorio comunale di Trapani;
  • i parcheggi per le autovetture si trovano all'interno del territorio comunale di Trapani;
  • i parcheggi per gli aeromobili si trovano all'interno del territorio comunale di Trapani;
  • tutte le strutture civili, e quasi tutte quelle non civili, si trovano all'interno del territorio comunale di Trapani;
  • la maggior parte della estensione di entrambe le piste si trova all'interno del territorio comunale di Trapani;
  • una minor parte della estensione di entrambe le piste, dal lato del mare, si trova all'interno del territorio comunale di Marsala.

Tuesday, 31 August 2010

Mysterious error using the sqloledb provider on x64

Do you get a mysterious error using the sqloledb provider on x64?

Are things like -2146824535, 0x800A0EA9, Unknown error, Provider is not specified and there is no designated default provider (while it is there and apparently well specified) and similar wasting your day, even do the connection seems to open perfectly on x86 and amazingly even on some x64 code, but not in some other?

Give a look at the exact format of the connection string. Give it an hard look.

In my case, the x86 format was as such:

connectionString = _bstr_t("\
Provider=sqloledb; \
Data Source=") + server + _bstr_t(";\
Initial Catalog=") + database + _bstr_t(";");

This was not working at all in x64, returning all the above. Changing it in the following, made it working both for x64 and x86:

connectionString = _bstr_t("Provider=sqloledb; \
Data Source=") + server + _bstr_t(";\
Initial Catalog=") + database + _bstr_t(";");

The difference was basically 6 blank spaces, if you don't count the starting escape.

Amazing, isn't?

Sunday, 8 August 2010

La Russia brucia, pane e pasta alle stelle?

La Russia brucia.

Questa estate è stata la più calda registrata in Russia da quando sono iniziate le registrazioni delle temperature, a Luglio la temperatura massima media è stata di 31C, in alcune zone sono stati infranti record su record, ed il fenomeno sta continuando in questo primo scorcio di Agosto.

Soltanto il primo fine settimana di Luglio, quando le massime hanno iniziato ad oltrepassare i 40C in buona parte del paese, sono morte circa 300 persone perché affogate mentre cercavano di rinfrescarsi nei corsi d’acqua. Soltanto a Mosca nel mese di Luglio, quando si sono registrate minime notturne oltre i 35C, sono morte quasi 5000 persone in più che in media. La cifra totale delle morti direttamente correlabili all’ondata di caldo che ha colpito la Russia finirà probabilmente per essere stimata almeno nelle decine di migliaia di vittime, se non proprio con cifre a sei figure.

L’ondata di caldo, completamente anomala, ben oltre 7C oltre le medie stagionali, è stata accompagnata dalla peggiore siccità che abbia colpito la Russia in secoli, una combinazione letale che ha innescato migliaia di incendi che hanno già distrutto milioni di ettari di foreste e soprattutto 9 preziosissimi milioni di ettari di terreno agricolo.

Le previsioni per il raccolto di grano sono precipitate, delle 85 milioni di tonnellate previste al momento si spera di riuscire a raccoglierne almeno 70 milioni di tonnellate. Per far fronte alla perdita di oltre il 20% del raccolto, il governo Russo ha proibito le esportazioni di grano almeno fino a Dicembre. Il crollo delle previsioni sulla produzione di grano in Russia, che è uno dei principali esportatori, specialmente nell’area del Mediterraneo, e soprattutto il divieto di esportazione, hanno fatto letteralmente schizzare verso l’alto i prezzi del grano sui mercati mondiali.

Dall’inizio della calda estate russa ad oggi il prezzo medio mondiale del grano è praticamente raddoppiato, il che, come già accaduto un paio di anni fa, potrebbe tradursi in un nuovo incremento del prezzo al consumatore di pane, pasta e tutti i prodotti affini. Un paio di anni fa l’impennata dei prezzi fu in gran parte determinata dall’aumento dei prezzi del petrolio, perché oltre un certo livello di prezzi diventava più conveniente economicamente utilizzare i raccolti di cereali ed affini per produrre carburante biologico. In buona sostanza per far muovere le auto nei paesi più ricchi si alzava il costo dei beni alimentari di prima necessità nei paesi più poveri. Questa volta, se i prezzi del petrolio si dovessero mantenere stabili, si dovrebbe riuscire ad evitare una tale perversa dinamica, ma una qualsiasi impennata del petrolio in concomitanza alla difficile situazione determinata dalle perdite dovute alla siccità in Russia avrebbe conseguenze devastanti per le classi sociali più povere in molti paesi.